Messina, nasce ufficialmente la Fondazione Villa De Pasquale

Nasce ufficialmente la Fondazione Villa De Pasquale, istituita grazie a una norma regionale proposta dall’on. Antonio De Luca, capogruppo del MoVimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana. La costituzione è stata formalizzata oggi con la sottoscrizione dell’atto notarile e presentata nel corso di una conferenza stampa nella Sala Ovale del Comune di Messina.

La nascita della Fondazione rappresenta il risultato di un percorso istituzionale promosso e sostenuto da Antonio De Luca, che già nel 2023 aveva ottenuto diversi stanziamenti per interventi di manutenzione e salvaguardia della villa, tra cui quello attualmente in corso che prevede la sostituzione del muro con un’inferriata che consente la visualizzazione della Villa dalla strada statale e il recupero del relativo accesso lato monte. Nel 2024, sempre su sua iniziativa, l’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato la norma istitutiva della Fondazione, prevedendo uno stanziamento di 392 mila euro che, sempre su iniziativa dell’on. De Luca, è stato poi confermato anche per le annualità successive.

Alla guida della Fondazione sarà Silvia Mazza, storica dell’arte e presidente del Consiglio di amministrazione, composto anche dagli avvocati Giovanni Villari e Massimiliano Panarello, tutti nominati dall’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato.

Alla conferenza stampa ha partecipato anche la direttrice del Museo regionale “Maria Accascina” di Messina, Marisa Mercurio, in rappresentanza dell’assessore Scarpinato, impossibilitato a intervenire per precedenti impegni istituzionali.

La Fondazione nasce con l’obiettivo di tutelare, conservare, promuovere e gestire Villa De Pasquale, storico complesso di via Marco Polo, legato alla figura dell’imprenditore Cav. Eugenio De Pasquale e alla storia economica e sociale di Messina nei primi decenni del Novecento. Lo Statuto ne prevede la fruizione pubblica e lo sviluppo di attività culturali, di ricerca e formazione, attraverso seminari, corsi, gruppi di studio, concorsi, borse di studio, premi, eventi e collaborazioni con istituzioni e soggetti pubblici e privati, anche internazionali.

«Con la costituzione della Fondazione Villa De Pasquale portiamo a compimento un percorso avviato negli anni scorsi, prima attraverso gli stanziamenti per la salvaguardia del complesso e poi con una specifica norma regionale che ha reso possibile la nascita della Fondazione. Oggi si apre una fase nuova, nella quale vogliamo restituire alla città non soltanto un patrimonio architettonico, ma anche la memoria di una Messina protagonista della vita industriale ed economica, capace di creare occupazione e guardare oltre i propri confini.

Il nostro obiettivo è duplice: fare della Villa un centro culturale e scientifico di respiro internazionale, attraverso collaborazioni con università e istituzioni di ricerca, e al tempo stesso renderla un luogo aperto alla fruizione quotidiana dei cittadini, soprattutto di quelli della zona sud, che hanno bisogno di spazi di incontro e aggregazione.

Questo risultato dimostra anche il valore di una collaborazione istituzionale trasversale, che ha saputo andare oltre le appartenenze politiche nell’interesse della collettività. Ringrazio per questo l’assessore Francesco Paolo Scarpinato, il direttore generale Mario La Rocca e i direttori del Museo regionale che si sono succeduti, Orazio Micali e Marisa Mercurio, per l’attenzione e la collaborazione dimostrate. Alla presidente Silvia Mazza e ai componenti del Consiglio di amministrazione rivolgo i miei migliori auguri di buon lavoro», conclude Antonio De Luca.

Nel suo intervento, Marisa Mercurio ha ripercorso le vicende del complesso e gli interventi realizzati negli anni per contrastarne il degrado e garantirne la salvaguardia. La direttrice ha ricordato che il sito comprende, oltre alla villa, diversi edifici che, pur presentando condizioni di degrado, conservano possibilità di recupero e potrebbero essere destinati ad attività artistiche, teatrali, bibliotecarie e culturali. Ha inoltre richiamato i lavori attualmente in corso per migliorare l’accessibilità del complesso e l’importanza di coinvolgere gli abitanti del quartiere, che già in passato hanno dimostrato interesse e partecipazione alle iniziative ospitate nella villa.

«Assumere la Presidenza della Fondazione Villa De Pasquale significa per me prendere un impegno, guidato da passione e determinazione, su una doppia scala: locale e regionale.

Sul fronte strategico, l’obiettivo è far guadagnare alla Villa una dimensione di rilievo regionale e nazionale attraverso partnership di prestigio e progetti culturali di ampio respiro. A livello cittadino, invece, la priorità assoluta è restituire questo bene storico alla fruizione pubblica in modo continuativo, superando la logica degli eventi episodici che ha caratterizzato la gestione finora. Villa De Pasquale appartiene alla storia imprenditoriale e sociale della nostra città, ed è lì che deve tornare.

Vogliamo avviare un processo partecipativo che contrasti l’isolamento e la frammentazione relazionale nella nostra comunità, ricostruendo legami di fiducia e cooperazione tra cittadini, istituzioni, imprese e terzo settore.

Per farlo, metteremo in campo una programmazione culturale stabile, capace di trasformare la Villa in un luogo di riconnessione per il tessuto sociale. Con particolare riguardo alla partecipazione attiva dei giovani, che se coinvolti e impegnati progettano e non distruggono», dichiara Silvia Mazza, presidente della Fondazione Villa De Pasquale.

Anche i componenti del Consiglio di amministrazione, Giovanni Villari e Massimiliano Panarello, hanno richiamato il valore della Fondazione come strumento per mettere il patrimonio storico e culturale a servizio della collettività. Tra le prospettive indicate, la promozione di iniziative rivolte ai giovani, alle scuole e al mondo universitario, per far conoscere la storia di Villa De Pasquale e, attraverso di essa, il ruolo economico, industriale e culturale svolto da Messina tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Un patrimonio di memoria e conoscenza da valorizzare anche attraverso nuove relazioni culturali e la collaborazione tra istituzioni e territorio.

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