Continue disfunzioni nella continuità territoriale ferroviaria da e per la Sicilia, CGIL- ORSA e RSU scrivono al Ministro Toninelli e ai vertici ferroviari

Le Organizzazioni Sindacali reclamano l’intervento del Ministero dei Trasporti e dei vertici ferroviari per l’immediato ripristino dei canoni di civiltà nel trasporto ferroviario da e per la Sicilia.

“In assenza di riscontro risolutivo”, dichiarano “ci troveremo costretti a rispondere alle richieste di mobilitazione provenienti dal territorio.

La continuità territoriale nello Stretto di Messina è un diritto costituzionale limitato all’enunciazione, nei fatti il traghettamento dei treni a lunga percorrenza da e per la Sicilia è un sistema vetusto quanto disorganizzato, basti pensare che alla data odierna l’unica mezzo disponibile per espletare il servizio essenziale è la trentennale nave Scilla costruita nel 1985.

La gemella N/T Villa è ferma ai lavori da agosto 2018, nave Logudoro, dopo gli ingenti investimenti per la ristrutturazione, giace inoperosa da anni e la nuova N/T Messina continua a essere causa di disservizi per i numerosi errori costruttivi che si sono manifestati sin dalla messa in servizio nello Stretto. Quest’ultima, al momento è ferma per problemi alle turbine di due propulsori, ennesima sosta per guasti che in una nave di nuova costruzione dovrebbero insinuare più di qualche dubbio, l’attuale avaria è solo l’ultima della lunga sequela di anomalie che hanno tenuto ferma per mesi l’ammiraglia della flotta ferroviaria. Le disfunzioni all’automazione dei propulsori, la rottura delle frizioni, unite alla potenza insufficiente per la tipologia del servizio richiesto, hanno impedito la costante fruizione della nuova unità navale che, quando possibile, riesce a navigare solo grazie alla professionalità dei comandanti e degli equipaggi, costretti ad adattarsi e superare le inefficienze che si presentano con allarmante frequenza. A tutto ciò si aggiunge il paradosso che RFI avrebbe commissionato una seconda nave gemella del mal riuscito Messina. Vista l’esperienza, logica imporrebbe di apportare fondamentali modifiche, considerato che la nuova unità sarà impiegata in un servizio essenziale e per costruirla si spendono soldi pubblici. In buona sostanza, se oggi il vecchio traghetto Scilla dovesse fermarsi per qualsivoglia imprevisto, di fatto sarebbe interrotta la continuità territoriale ferroviaria da e per la Sicilia. Il Ministero dei Trasporti e i vertici ferroviari non possono continuare a ignorare la situazione drammatica del trasporto a lunga percorrenza che il fronte sindacale denuncia da anni, se il servizio di traghettamento è vetusto e disorganizzato, la situazione dei treni non è migliore, i ritardi sistematici sono intollerabili, i convogli accumulano ritardo già alla partenza da Milano e i frequenti guasti alle vecchie locomotive E 656 fanno il resto. Treni obsoleti su navi datate, disservizi e ritardi da epoca borbonica, questo è il sistema ferroviario che i Governi hanno riservato ai siciliani, retrocessi a cittadini da serie B. I vertici ferroviari ormai non abbozzano neanche provvedimenti provvisori, si limitano ad annunciare che “nel caso in cui i convogli dovessero arrivare all’imbarco non rispettando l’orario, potrebbero verificarsi cancellazioni parziali, con limitazioni a Villa San Giovanni dei treni in direzione Sicilia”. A patirne di più, come sempre, sono le categorie svantaggiate, le persone a mobilità ridotta che non possono permettersi il cambio di mezzi.

Tutto sembra organizzato per rendere invivibile il trasporto ferroviario a lunga percorrenza e convincere i siciliani ad accettare la “rottura carico” che prevede di scendere dal treno, attraversare lo stretto a piedi con i mezzi veloci (destinati all’utenza pendolare) e riprendere il treno nella sponda opposta. Un inaccettabile salto indietro nel tempo, la solita soluzione al risparmio propagandata come modernizzazione del sistema che nei fatti si riduce all’ennesimo taglio delle sovvenzioni per il trasporto ferroviario nel meridione d’Italia, mentre da Roma a Milano si viaggia nella futuristica Freccia Rossa.”

 

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