
La campagna elettorale per le amministrative di Messina è ufficialmente partita con il deposito delle liste dei cinque candidati sindaco, nel periodo fissato dal Comune tra il 24 e il 29 aprile 2026. Il quadro che emerge è quello di una competizione molto frammentata, con il sindaco uscente Federico Basile che si presenta con un pacchetto di liste molto ampio e con gli altri candidati schierati su coalizioni più contenute.
Antonella Russo, candidata del centrosinistra, si affida a due liste, il Pd e l’alleanza tra M5S e Controcorrente. Marcello Scurria guida un fronte civico-politico alternativo, mentre Gaetano Sciacca e Lillo Valvieri completano il quadro dei candidati in corsa per Palazzo Zanca.
A tenere banco è però soprattutto il caso delle liste di Basile. Nelle ultime ore Marcello Scurria ha sollevato il caso delle “liste senza firme”, chiedendo l’intervento del prefetto e contestando la mancata acquisizione di un parere dell’ufficio legislativo regionale da parte della commissione elettorale.
Alla fine la questione si è chiusa con il via libera a tutte le 15 liste di Federico Basile. La commissione elettorale ha ammesso sia le liste di Sud chiama Nord sia quelle degli altri candidati, superando i dubbi sollevati nei giorni scorsi sulle firme e sui simboli. L’ok alle 15 liste per il consiglio comunale e alle 61 liste circoscrizionali collegate è stato commentato da Basile come un risultato che respinge i tentativi di bloccare la partecipazione della sua coalizione alla competizione elettorale.
Il fronte avversario, però, ha già denunciato quello che considera un precedente pericoloso, trasformando la partita delle liste in uno dei primi veri terreni di scontro della campagna per Palazzo Zanca.







