Il bilancio consolidato del 2025 è già stato chiuso lo scorso 31 dicembre. E solo qualora il delfino politico di Cateno De Luca dovesse vincere le nuove elezioni anticipate avrebbe la possibilità di farsi approvare il bilancio del 2025. Anche questo pieno di debiti. Un bilancio che qualsiasi consigliere comunale responsabile oggi non approverebbe. Ma che appena eletto e con un ricchissimo quinquennio a 4.000 euro mensili certamente approverebbe.
Ma partiamo dal conto economico consolidato del 2023. Precisamente dalle voci di bilancio. Il Comune di Messina nel 2023 ha componenti positivi della gestione pari a soli € 349.458.445,16. E componenti negativi della gestione pari a € 352.043.658,25. Il risultato della gestione operativa è dunque di € -2.585.213,09. E come perdita potrebbe essere anche sostenibile. Peccato però che a questa cifra bisogna aggiungere oneri finanziari e rettifiche di valore delle attività finanziarie. Oltre a oneri straordinari e imposte. Per una perdita totale di € -54.690.466,90. Una perdita che supera addirittura il 15% rispetto ai componenti positivi della gestione.
Nel 2024 arriva una vera e propria rivoluzione. Una rivoluzione targata Federico Basile. Ma del resto da un Guardiano dei Conti non possiamo che aspettarci un sostanziale miglioramento. Economico ma soprattutto di cosmesi. Alle voci di bilancio infatti l’ex sindaco Federico Basile per la prima volta ha diviso il conto economico consolidato dell’ente (Comune dei Messina) e l’impatto dei valori consolidati (impatto delle società partecipate). Con un risultato della gestione operativa positivo di € 28.495.978,36 (nel 2023 il risultato della gestione operativa era di € -2.585.213,09). Ma aggiungendo oneri finanziari e rettifiche di valore delle attività finanziarie oltre che oneri straordinari e imposte si arriva a una nuova perdita complessiva di € -29.437.625,71 (nel 2023 c’era stata una perdita totale di € -54.690.466,90). Come si legge a pagina 12 del bilancio consolidato del 2024. Anche il secondo bilancio consolidato del Comune di Messina si è chiuso in perdita. Infatti per il secondo anno consecutivo di bilancio consolidato emergono rettifiche di valore delle attività finanziarie assai considerevoli: € -33.943.273,00 nel 2023 e € -34.381.034,00 nel 2024. Ma come mai sia nel 2023 che nel 2024 risultano oltre 30 milioni di euro di rettifiche di valore delle attività finanziarie?
Un suggerimento al candidato del centrodestra Marcello Scurria: anziché inerpicarsi tra le aule della Corte dei Conti con paventati accesi agli atti che si realizzerebbero concretamente solo a sindaco già eletto perché non studia i bilanci consolidati del 2023 e del 2024 cercando anche risposte sul 2025? Anche nel 2025 ci saranno i soliti oltre 30 milioni di euro di rettifiche di valore delle attività finanziarie? O forse sono addirittura aumentati?
Va detto che il risultato di esercizio di € -29.437.625,71 corrisponde comunque a una perdita del 7% rispetto ai componenti positivi della gestione. Un miglioramento rispetto al 15% del 2023. Ma i debiti rimangono. E sono anche assai considerevoli.
Nel 2023 leggendo lo stato patrimoniale passivo e nella fattispecie la sezione dei debiti (D) si nota subito che i debiti da finanziamento (prestiti obbligazionari verso altri finanziatori non meglio identificati, verso banche e tesoriere e verso altre amministrazioni pubbliche) ammontano a € 118.900.655,18. Un miglioramento rispetto al 2022.
Ma è anche sotto gli occhi di tutti che i debiti verso i fornitori sono rimasti inalterati rispetto al 2022 e ammontano a ben € 175.483.675,62. Sono aumentati quelli che vengono definiti “altri debiti” che hanno raggiunto addirittura ben € 181.255.215,39 e che racchiudono anche i debiti tributari. Per un totale di € 498.109.160,95 di debiti totali che restano inalterati rispetto al 2022.
Nel 2024 i debiti del Comune di Messina sono stati ridotti di € 35.532.747,03. Ma il debito resta sempre elevato: € 462.576.413,92 rispetto a € 498.109.160,95 del 2023. Ma l’unica riduzione considerevole riguarda la voce “altri debiti” e nella fattispecie i debiti tributari.
Effettivamente l’ex sindaco di Messina Federico Basile nel 2024 ha ridotto il debito del Comune di Messina. Ma al tempo stesso è esploso il debito delle società partecipate. Per un debito totale (stato patrimoniale consolidato passivo) di € 462.576.413,92.

A pagina 39 della relazione sulla gestione al bilancio consolidato al 31/12/2024 si legge tra i costi ordinari per la spesa per il personale che appena il 40,04% (pari a € 54.386.077,48) attiene ai lavoratori del Comune di Messina in senso stretto. Definito ente. Dunque coloro che hanno vinto un concorso pubblico. Il restante 60% è invece il costo dei dipendenti delle società partecipate locali. Con la Messina Social City che raggiunge addirittura il 20,48%. Con una spesa di € 27.814.416,00. Seguita a ruota dalla MessinaServiziBeneComune con il 19,22% e dall’ATM con il 16,33%.
È dunque di tutta evidenza che nel recinto stretto del Comune di Messina coloro che hanno vinto un concorso pubblico sono in netta minoranza rispetto ai lavoratori delle società partecipate messinesi che applicano contratti differenti rispetto all’ente locale del Comune di Messina e hanno mensilità aggiuntive che i dipendenti comunali che hanno vinto un regolare concorso non hanno e non percepiranno mai.
In sintesi. I dipendenti delle società partecipate messinesi a cui viene applicato un contratto collettivo nazionale differente rispetto a quello degli enti locali percepiscono addirittura una quattordicesima mensilità che i dipendenti comunali che hanno vinto un regolare concorso non percepiscono. E a parità di funzione lavorativa i dipendenti delle società partecipate messinesi percepiscono paghe annue maggiori rispetto ai dipendenti del Comune di Messina.
La situazione è migliorata? Forse solo sulla carta. Ma la realtà dice che il Comune di Messina continua a essere pesantemente indebitato. Cosa sarebbe successo se l’ex sindaco di Messina Federico Basile non si fosse dimesso anticipatamente all’inizio del 2026 e quindi con l’esercizio del 2025 già concluso? Certamente il Guardiano dei Conti conosceva perfettamente conti e numeri del 2025. E forse sapeva che per la prima volta il consiglio comunale messinese avrebbe anche potuto non approvare il bilancio. Ma questo non lo sapremo mai.
E qui però entrano in gioco i programmi elettorali di tutti i candidati. Tranne uno. Il parrucchiere Lillo Valvieri. Gli altri candidati hanno messo in piedi programmi che viaggiano su pianeti diversi. Il pianeta dei numeri reali direbbe che l’amministrazione comunale uscente avrebbe dovuto evitare di far scrivere intere pagine del programma a un’intelligenza artificiale che forse ha avuto un bug confondendo Messina con Dubai. E il buco di bilancio del 2025 non è stato infatti per nulla casuale bensì propedeutico ai programmi elettorali che resteranno solo sogni irrealizzabili in presenza di debiti. Un buco di bilancio cavalcato da tutti i candidati che hanno presentato programmi faraonici in una città carica di debiti.
Il leader di Sud Chiama Nord Cateno De Luca assieme alla sua candidata Laura Castelli parla dei bilanci farlocchi del sindaco uscente di Milazzo Pippo Midili. Ma tace sui bilanci del suo sindaco Federico Basile.
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