Cateno De Luca e la panna montata: chi resterà col “tuppo” in mano?

Fuori dalla provincia di Messina il brand “Sud Chiama Nord” semplicemente non esiste. È tempo di dirlo senza giri di parole: Cateno De Luca vince dove comanda lui, dove manovra risorse, poltrone e visibilità. Altrove il suo messianismo si scioglie come neve al sole. Non stiamo parlando di un leader nazionale o regionale, ma di un sindaco con amplificatori potenti, nulla di più. E questo i commentatori nazionali lo hanno colto, tanto che sulle elezioni a Messina nessuno ha parlato di un “caso”, facendo letteralmente sparire la città dello Stretto a favore della dirimpettaia Reggio Calabria, che torna alla destra dopo decenni.

La verità politica è scomoda: per entrare all’Ars servono percentuali diffuse in tutte le province. Non è quindi il resto della politica siciliana che deve inseguirlo: è lui che deve cercare alleati e costruire strutture. E se non c’è riuscito quando era veramente un “fenomeno”, quando ancora il tempo non aveva dimostrato l’incapacità a tenere insieme persino i suoi (Musolino, La Vardera, De Leo giusto per citarne alcuni), la strada adesso è ancora più in salita.

È lui che ha bisogno di allearsi. È lui in difficoltà. Ed ha vinto a Messina solo perché i messinesi che sono alternativi alla sua politica opportunistica e da lui definita “post ideologica” (che non vuol dire niente se non populista e qualunquista), non hanno saputo e potuto organizzarsi meglio. Bisognerà su questo aprire una seria discussione, senza l’animosità post voto che normalmente è foriera di cattivi consigli.

Ma sul tavolo regionale quando ci sarà da discutere, sarà difficile che qualcuno si possa permettere di alzare la voce e gridare al miracolo. E non si tratta di moralismo o veti, ma di visione e metodo. E su questo sarà importante non attendere che l’agenda politica sia dettata dal governo Schifani, tantomeno da Cateno De Luca.

Quando la panna montata del voto messinese si scioglierà al caldo torrido dell’estate politica siciliana, qualcuno resterà con il “tuppo” della brioche in mano.

Partecipa alla discussione. Commenta l'articolo su Messinaora.it