
Il rincaro del 18% sui collegamenti marittimi con le isole minori siciliane è stato sospeso con effetto immediato. La decisione è maturata al termine dell’incontro convocato dalla Regione Siciliana con SNS, Liberty Lines e Caronte & Tourist Isole Minori, dopo una giornata di forte allarme per l’entrata in vigore dei nuovi listini nel pieno della stagione turistica.
Lo stop riguarda i servizi regolati dalla convenzione statale Siremar-SNS e non le linee di diretta competenza regionale. Il provvedimento blocca, almeno temporaneamente, un aumento che avrebbe riguardato passeggeri, residenti, veicoli e trasporti commerciali sulle tratte essenziali verso Eolie, Egadi, Pelagie, Pantelleria e Ustica.
Il confronto con la Regione
Nel comunicato diffuso ieri, le compagnie hanno spiegato che la sospensione degli aumenti nasce dalla volontà di consentire l’attuazione di misure alternative, individuate con il governo regionale, davanti al persistente aumento del costo dei carburanti e alla procedura di riequilibrio della convenzione statale, avviata nel marzo 2025.
La Regione ha riconosciuto l’urgenza di completare le attività di propria competenza per il riequilibrio della convenzione SNS e di definire strumenti più rapidi per il riconoscimento delle eventuali sottocompensazioni relative ai servizi regionali integrativi. Parallelamente, il tavolo tecnico lavorerà su una riorganizzazione dei collegamenti nei settori delle Pelagie e di Pantelleria.
Al centro dell’ipotesi operativa c’è l’entrata in servizio della nave Costanza Prima di Sicilia, che potrebbe permettere una diversa distribuzione della flotta e l’impiego di naviglio di maggiore capacità sulla linea per Pantelleria, rispondendo alle richieste avanzate dall’amministrazione comunale dell’isola. La soluzione dovrà però essere tradotta in atti concreti: la sospensione non equivale ancora alla cancellazione definitiva del rincaro.
Le reazioni positive
La decisione viene accolta positivamente dalle categorie economiche e dalle rappresentanze delle isole, che nei giorni scorsi avevano chiesto con forza di fermare l’aumento. Federalberghi Isole di Sicilia aveva definito il rincaro una misura insostenibile per imprese, lavoratori, residenti e turisti, soprattutto nel cuore dell’estate. L’associazione aveva calcolato che il nuovo +18%, sommato agli incrementi registrati dal giugno 2022, avrebbe portato il rincaro complessivo all’84% sui servizi in convenzione statale.
La sospensione rappresenta quindi una prima risposta alle preoccupazioni espresse dal comparto turistico. Per Federalberghi, il nodo non può essere affrontato scaricando sui biglietti le oscillazioni dei costi operativi: servono misure strutturali che garantiscano continuità territoriale e programmazione, senza lasciare le comunità insulari in una condizione di costante precarietà.
Anche Confesercenti Sicilia aveva invocato un intervento urgente di Regione e Ministero, chiedendo il congelamento delle tariffe e l’apertura di un confronto con amministrazioni locali, imprese, comunità isolane e vettori. Il tavolo avviato dalla Regione risponde proprio a questa richiesta, almeno sul piano del metodo.
Il prossimo passaggio
Il presidente della Regione Renato Schifani ha annunciato una seduta straordinaria della Giunta per accelerare gli atti necessari e individuare alternative durature. «Non potevamo accettare che l’aumento dei costi venisse scaricato automaticamente sui siciliani, sulle imprese e sulle comunità delle isole minori», ha dichiarato.
Il risultato di ieri evita una stangata che avrebbe colpito direttamente l’economia turistica e la mobilità quotidiana delle isole. Ora la prova più importante è trasformare il congelamento immediato in una soluzione stabile, capace di tutelare il diritto alla mobilità di chi nelle isole vive, lavora e fa impresa tutto l’anno.








