
Il Comune di Messina chiede alla Regione Siciliana risorse per «diversi milioni di euro» per affrontare le conseguenze del crollo della palazzina di Pistunina. La richiesta, inviata dal sindaco Federico Basile al presidente della Regione Renato Schifani nell’ambito della procedura per la dichiarazione dello stato di emergenza regionale, si articola su tre priorità: ristori per le attività chiuse dalla zona rossa, rimozione e smaltimento delle macerie, rimborso delle spese sostenute per la protezione civile.
L’obiettivo dell’amministrazione è evitare che il peso economico dell’emergenza ricada esclusivamente sul bilancio comunale e sulle imprese che, pur non avendo responsabilità nell’accaduto, sono state costrette a interrompere o limitare le proprie attività.
Nella nota, Basile evidenzia che la delimitazione della zona rossa, necessaria per mettere in sicurezza l’area e consentire il lavoro dei soccorritori e degli inquirenti, sta causando «un grave pregiudizio economico» agli operatori commerciali coinvolti.
Da qui la richiesta alla Regione di istituire un fondo straordinario di ristoro-indennizzo destinato agli esercenti impossibilitati a lavorare. Il provvedimento punterebbe a tutelare chi ha subito le conseguenze del blocco imposto dall’emergenza, senza avere alcuna responsabilità nel crollo.
Il capitolo economicamente più rilevante riguarda la rimozione, il trasporto e lo smaltimento delle macerie. Si tratta di attività indispensabili per restituire sicurezza e agibilità alla zona colpita, rendere possibile la riapertura delle attività e ripristinare la normale circolazione.
Secondo la stima contenuta nella richiesta del Comune, questa sola voce comporterà una spesa nell’ordine di diversi milioni di euro, un costo che Palazzo Zanca considera non sostenibile con le risorse ordinarie del proprio bilancio. Le macerie del crollo sono state trasferite nel parcheggio rosso dello stadio Franco Scoglio, a San Filippo, sulla base di un’ordinanza sindacale e nel rispetto delle disposizioni investigative.
Tra le prime spese già affrontate figura anche l’affidamento alla Ksm del servizio di vigilanza h24 delle macerie depositate nell’area dello stadio, per un importo di poco inferiore a 15 mila euro. Una misura adottata dopo la fase iniziale di custodia assicurata dai carabinieri.
La terza richiesta riguarda il rimborso delle spese sostenute dal Comune, anche attraverso le partecipate, per l’attivazione dei presidi di protezione civile, del Centro operativo comunale, dell’assistenza alle persone sfollate e dell’intera gestione straordinaria dell’emergenza.
Il Comune punta al riconoscimento dei costi secondo le procedure previste dalla normativa di protezione civile. In caso di attività autorizzate, il sistema di protezione civile prevede infatti rimborsi delle spese ammissibili sostenute dalle organizzazioni di volontariato e il riconoscimento di specifici benefici per lavoratori, autonomi e datori di lavoro coinvolti nelle operazioni.
La richiesta di stato di emergenza rappresenta dunque un passaggio decisivo: da essa potrebbero dipendere le risorse per affrontare non solo la fase dei soccorsi e della bonifica, ma anche il ritorno alla normalità per residenti e imprese della zona di Pistunina.








