Cateno De Luca e Giorgia Meloni: ufficiale l’accordo per le Politiche 2027. «Lei è l’unica proposta valida»

È ufficiale l’accordo tra Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord (ScN), e Giorgia Meloni, presidente del Consiglio e segretaria nazionale di Fratelli d’Italia. Il patto, annunciato mercoledì 8 ottobre 2026, porterà il movimento del sindaco di Taormina a correre con il centrodestra alle elezioni politiche del 2027, mantenendo però il proprio simbolo e la propria identità.

I dettagli dell’accordo

Secondo quanto riportato da più fonti, l’accordo prevede che Sud chiama Nord si schieri con la coalizione di centrodestra alle prossime elezioni politiche, senza però fondersi con Fratelli d’Italia. «Non si tratta di un apparentamento, ma saremo presenti alle politiche 2027 con la nostra lista, il nostro simbolo e la nostra identità», ha precisato De Luca all’ANSA.

In cambio, Fratelli d’Italia garantirà a ScN il sostegno necessario per costituire una componente autonoma alla Camera dei Deputati, evitando così al movimento di dover raccogliere le 450mila firme richieste per presentare i propri candidati al Parlamento italiano.

«Stanotte abbiamo chiuso quantomeno l’accordo. Quindi la prossima settimana, martedì prossimo, ci sarà una conferenza stampa alla sala stampa della Camera per annunciare anche i contenuti dell’accordo», ha annunciato il capo politico di Sud chiama Nord.

«Meloni è l’unica proposta valida»

In una dichiarazione pubblicata da La Sicilia, De Luca ha spiegato le ragioni della scelta: «Lei è l’unica proposta valida». Il leader di ScN ha anche sottolineato che l’accordo è stato raggiunto per «evitare l’ingresso nel Governo di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci», il generale ed ex candidato di Fratelli d’Italia che ha fondato un proprio movimento.

«Abbiamo fatto un accordo per il 2027. Il generale? Spara supercazzole ed è un M5s aggiornato e più estremo», ha dichiarato De Luca in un’intervista a Il Foglio. «Oggi siamo all’1,5 per cento, ma raddoppieremo».

Mani libere in Sicilia: ScN resta all’opposizione di Schifani

Uno dei punti cruciali dell’accordo riguarda la situazione regionale siciliana. De Luca ha chiarito che il patto con Meloni non avrà ripercussioni sul piano locale: «In Sicilia avremo mani libere e dunque rimarremo all’opposizione del governo Schifani».

La precisazione è significativa, soprattutto alla luce delle tensioni che hanno attraversato la maggioranza regionale nelle ultime settimane, con lo stesso presidente Renato Schifani (Fratelli d’Italia) che ha meditato le dimissioni dopo il dietrofront del partito sulla sua ricandidatura per un secondo mandato.

Secondo quanto riportato da LiveSicilia, l’accordo su base nazionale «non si riverbererà sul piano regionale e locale», lasciando così a Sud chiama Nord piena autonomia nelle scelte relative alle elezioni regionali siciliane del 2027.

I numeri: perché serve ScN

L’accordo risponde a una precisa esigenza matematica per Fratelli d’Italia. Secondo quanto riporta Dagospia, Giorgia Meloni punta sul movimento di De Luca, quotato all’1,5% nei sondaggi nazionali, per «raggiungere quota 42» senza dover includere Vannacci nella coalizione di governo.

Alle regionali siciliane del 2022, del resto, Cateno De Luca ha ottenuto da solo più voti di quanto non faccia oggi nei sondaggi nazionali, dimostrando di avere un bacino elettorale significativo, soprattutto nell’Isola.

La conferenza stampa di martedì

I dettagli completi dell’accordo saranno presentati martedì prossimo alla Camera dei Deputati, durante una conferenza stampa convocata da Cateno De Luca. In quell’occasione, il leader di Sud chiama Nord illustrerà i contenuti del patto con Fratelli d’Italia e le prospettive per le elezioni politiche del 2027.

Le reazioni

Dalle segreterie dei due partiti – esecutivo nazionale e segreteria regionale per FdI, segreteria per ScN – non sono arrivate conferme ufficiali (né smentite) nelle prime ore dopo l’annuncio. Tuttavia, fonti confidenziali interne ai due partiti hanno confermato che «si sta lavorando in questo senso».

Secondo quanto riportato da Il Foglio, «all’atto pratico, Meloni aiuterà Scateno alla Camera».

Il contesto: la nuova legge elettorale

L’accordo arriva a pochi giorni dall’approvazione alla Camera della nuova legge elettorale, che renderà ancora più cruciale la capacità dei partiti di raccogliere consensi e presentare liste in tutto il territorio nazionale.

In questo quadro, l’alleanza tra Meloni e De Luca si inserisce come una mossa strategica per consolidare il centrodestra in vista delle prossime consultazioni, evitando dispersioni di voti e garantendo a ScN una presenza parlamentare che altrimenti sarebbe stata a rischio.

Le prossime mosse

Con l’accordo chiuso, Cateno De Luca si prepara ora a lanciare ufficialmente la campagna di Sud chiama Nord per le Politiche 2027, mantenendo però aperta la partita per le regionali siciliane, dove il movimento potrebbe scegliere di correre in autonomia o di cercare alleanze trasversali, come già avvenuto in passato.

Intanto, a settembre, il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno (Fratelli d’Italia) aveva pubblicato un post su Facebook significativo: un selfie con il presidente della Regione Renato Schifani e lo stesso Cateno De Luca all’aeroporto di Fiumicino, quasi a prefigurare la possibilità di un riavvicinamento tra le due forze politiche anche sul piano regionale.

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