
L’inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto compie un nuovo passo avanti. I carabinieri del Ros hanno eseguito stamattina un ordine di esibizione nei confronti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Dipartimento per le politiche europee e il Cipess, della società Ponte sullo Stretto e del consorzio Eurolink, acquisendo la documentazione relativa alle procedure e alle cifre del progetto.
I Ros hanno raccolto gli atti predisposti e inviati alla Corte dei Conti nell’ambito del controllo sulla delibera Cipess n. 61 del 2025 e sul decreto n. 190 del 1 agosto 2025. Si tratta, secondo quanto emerso, di documenti legati alle procedure amministrative e agli aspetti economici del collegamento fisso tra Sicilia e Calabria.
L’operazione rappresenta un sostanziale allargamento delle indagini, avviate a giugno con una serie di perquisizioni. Gli accertamenti sono coordinati dai magistrati romani che seguono i reati commessi nella pubblica amministrazione.
L’inchiesta riguarda il presunto tentativo di condizionare il giudizio della Corte dei Conti sulla delibera Cipess relativa all’approvazione del progetto definitivo del Ponte. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’ex presidente aggiunto della Corte Tommaso Miele, l’avvocato Giacomo Saccomanno e l’imprenditore Vincenzo Virgilio sarebbero stati coinvolti in un’attività di pressione sull’esame di legittimità dell’atto.
I pm contestano in particolare che Saccomanno e Virgilio abbiano avvicinato Miele mentre era ancora in carica, promettendogli un sostegno per ottenere cariche in enti pubblici dopo il pensionamento, in cambio di una fattiva azione a favore degli interessi legati al progetto. La delibera Cipess fu poi bocciata dalla Corte dei Conti.
Gli indagati sono dunque tre: Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, indagato anche per rivelazione del segreto d’ufficio; Giacomo Saccomanno, avvocato già componente del consiglio di amministrazione di Stretto di Messina; e l’imprenditore Vincenzo Virgilio. Le contestazioni riguardano corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio.
L’acquisizione di oggi non comporta nuovi indagati, ma amplia il materiale probatorio a disposizione della Procura di Roma. Gli investigatori stanno infatti ricostruendo il flusso di documenti tra ministero, Cipess, società partecipata e consorzio di imprese, con particolare attenzione alla documentazione trasmessa alla Corte dei Conti.
La Stretto di Messina, attraverso il suo amministratore delegato Pietro Ciucci, aveva già dichiarato la propria estraneità ai fatti quando erano emerse le prime notizie sull’indagine. L’acquisizione odierna di atti presso la società e il consorzio Eurolink è stata disposta nell’ambito delle verifiche sulla documentazione ufficiale del progetto, non come un’accusa formale rivolta alle imprese.
L’allargamento dell’inchiesta riporta al centro il dibattito sulla governance del progetto del Ponte sullo Stretto, in un momento in cui l’opera continua a essere al centro di polemiche politiche, proteste dei comitati contrari e sostegno da parte di chi ne auspica la realizzazione.
Per la Procura di Roma, l’obiettivo immediato è verificare se le decisioni amministrative e il controllo della Corte dei Conti siano stati influenzati da pressioni illecite. Per il governo e per le società coinvolte, la sfida sarà dimostrare la piena regolarità delle procedure che hanno accompagnato il progetto della grande infrastruttura.








