“COSI’ RIMETTIAMO INSIEME LA POLITICA E LA SPERANZA”, PAROLA DI NICHI VENDOLA

 

“Politica e speranza separate da troppo tempo, anche per colpa della sinistra. Lavorare perché siano almeno una coppia di fatto”: con questo messaggio Nichi Vendola si è congedato domenica da quanti lo hanno ascoltato  al Giardino Corallo.

Il suo intervento, quello che, dopo le fiammate degli “applausi a scena aperta” che hanno tinteggiato il suo intervento, coglie l’anelito più profondo della platea gremita. Perché è il messaggio “rivoluzionario” di chi crede che la politica sia servizio, impegno e espressione alta di sé e della visione che lo lega a tanti altri. E’ il messaggio chiave: “facciamo in modo che la politica e la speranza tornino a incontrarsi”. E su queste parole il pubblico si alza in piedi, all’unisono.

 

Ma ancora altri passaggi, prima, sono accolti dal battimani. Il collegamento tra cattiva politica e antipolitica populista, causa l’una, effetto l’altra, per un’accoppiata che allontana drammaticamente la possibilità concreta di agire per l’indispensabile, urgente, irrinunciabile cambiamento della storia italiana. Il principio per cui in Sicilia “abbiamo fatto bene a presentarci alle elezioni da soli, perché qui il Pd adotta una politica opaca, e lo fa da tanto tempo, e la separazione è la prova del fatto che  a questa politica opaca noi diciamo e diremo sempre no”. L’appoggio ai cittadini messinesi, per decenni prigionieri di un sistema di potere “che non lascia liberi nemmeno i sogni”.

 

E’ un’agorà, questo Giardino Corallo. Un’agorà dove si ascolta e si dibatte, soprattutto si incontrano le generazioni e si ritrovano i motivi per essere insieme. La manifestazione di SEL Messina – come già  è stato per le iniziative e per la festa di inaugurazione della campagna elettorale di Maurizio Marchetti che qui si sono svolte – ne ha colto l’anima di luogo di confronto, di incontro, di “spazio pubblico” in una città che ne offre ben pochi. Così è anzitutto a questo stare insieme che guardano Salvatore Chiofalo, segretario di SEL Messina e candidato all’Ars, e Ninni Bruschetta, assessore regionale designato, e Claudio Fava, vicepresidente designato, che parlano prima di  dare la parola a Vendola, in sintonia l’uno con l’altro, ciascuno approfondendo un aspetto di quell’unica “visione” che li accomuna, la volontà di voltare pagina e la coscienza della necessità di voltare pagina.

 

Maurizio Marchetti è sul palco insieme con altri candidati. Il suo “Giù la maschera” ha fatto il giro del Corallo, Bruschetta e Fava ricorderanno di essere già stati qui per la presentazione di Giovanna Marano, la prima “uscita pubblica” da candidata alla Presidenza della Regione che è stata accolta proprio nella festa inaugurale dell’ex direttore del teatro messinese. Più in là in serata Chiofalo e Marchetti coglieranno l’occasione per manifestare la reciproca stima, ciascuno sottolineando il valore della candidatura dell’altro, ciascuno ricordando dell’altro le esperienze di vita, professionale e politica, alla base dell’impegno diretto in politica.

E’ una gran bella giornata, questa giornata messinese nel segno di Vendola. Una giornata in cui la mobilitazione delle coscienze trova la via dell’agire politico. E nei sorrisi come negli applausi, nell’ampiezza dei gruppi che discutono, nella differenza delle età che dialogano, c’è l’immagine di una Sicilia possibile.

“E’ bello e importante essere qui stasera. E’ bello e importante essere dentro un movimento che sa fare buona politica”, dice Marchetti.

“Possiamo farcela e dobbiamo farcela. Il 28 ottobre e oltre”, conclude Chiofalo con un largo sorriso.

 

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