ZECCHE A SCUOLA: CHI PAGA LA DISINFESTAZIONE?

Nelle giornate di Venerdì 24 e sabato 25 maggio l’Istituto d’Arte Ernesto Basile è rimasto chiuso per disinfestazione, intervento richiesto a seguito del ritrovamento da parte degli studenti di alcune zecche. Chi paga la disinfestazione?

 

Cosa ci facesse una zecca all’interno di un’aula dell’Istituto Ernesto Basile, rimane un mistero. Non sarebbe da considerare una tale anomalia se non fosse che la zecca è stata ritrovata in esplorazione solitaria su un banco, in un’aula al secondo piano. Ad alcuni giorni di distanza, altri esemplari del medesimo parassita sono stati rinvenuti nei bagni, sempre ai piani sopraelevati dell’Istituto. Dal momento che al piano terra, invece, non si è presentato lo stesso problema, qualcuno ipotizza che le zecche sarebbero scivolate giù dagli zaini degli studenti che li avrebbero poco prima appoggiati in zone erbose circostanti la scuola.

Fronteggiare il problema ha significato rivolgersi all’organo responsabile della provincia, l’Assessorato all’edilizia scolastica, che ha provveduto alla scerbatura delle aree limitrofe.

Della successiva disinfestazione, invece, l’ing. Vincenzo Carditello dice di non essere al corrente. Per capire meglio, ci siamo fatti spiegare qual è la procedura tradizionale nell’affrontare problematiche del genere: come da regolamento, gli interventi di manutenzione ordinaria delle strutture scolastiche direttamente dipendenti dalla Provincia sono a carico di quest’ultima. Generalmente, le istituzioni provinciali competenti si riservano di fornire alle amministrazioni scolastiche delle anticipazioni di somme che gli consentano di fronteggiare immediatamente necessità improvvise e richiedere l’intervento provinciale in casi più gravi. Le somme in questione vengono successivamente rendicontate.

Questo accadeva sino allo scorso anno scolastico. Quest’anno, infatti, i tagli sui finanziamenti alle province hanno prodotto l’impossibilità per le scuole di costituire il loro piccolo fondo cassa. Dei 600/700 mila euro che la regione destinava a questo settore, sono rimasti oggi solo 10.000 euro totali, al momento serbati presso l’assessorato e disponibili ad essere usati, con moderazione, laddove sia necessario. L’ing. Carditello precisa che nel caso in cui la scuola abbia incaricato una ditta di lavori di manutenzione che rientrino nelle competenze della provincia, la fattura sarà comunque da intestare agli uffici provinciali responsabili.

Ma l’esiguità dei fondi, che scarseggiano sempre di più, che futuro prospetta? Quante pezze potranno ancora essere messe con così poco? (LAURA MANTI)

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