MONUMENTALE: LA FINITEZZA E LA BELLEZZA UMANA NEGLI SCATTI DI LUIGI SPINA COMMENTATI DA MANLIO SGALAMBRO

Molte testate (tranne la nostra) alla notizia della morte di Manlio Sgalambro gli avevano attribuito indebitamente i testi di Madama Dorè, Fra Martino campanaro, Il merlo ha perso il becco. Le errate attribuzioni, spudoratamente copiate da Wikipedia, in realtà sono canzoni popolari che risalgono al XVIII secolo. È riuscito, dunque, il solito “esperimento” sadico che misura la reale conoscenza dei visitatori di Wikipedia. Poco male. È invece di Sgalambro l’introduzione a Monumentale. Un viaggio fotografico all’interno del gran camposanto di Messina (ed. Mondadori Electa, 2013), che raccoglie gli splendidi scatti di Luigi Spina al Cimitero Monumentale della città peloritana. “Mi piace la morte – scrive Sgalambro nel suo ultimo testo –  […] I cittadini di questa città abitano nelle tombe. Vivono in esse. Nelle loro tombe essi trascorrono la loro vita di morti”. E se nella morte il filosofo vede il centro nevralgico del senso umano, basti ricordare l’aforisma “Frode. Come sopportiamo ancora di chiamarci viventi – noi morenti” (Del pensare breve, 1991), altra cosa è il monumento cimiteriale che, per Sgalambro, non è altro che un volto che si sostituisce al defunto, il quale riposa alle soglie dell’invisibile. Così, le tombe ritraggono quell’arte che si fa culto, memoria, metafora della finitezza umana, unico grande elemento universale.

Il progetto, che ritrae uno dei cimiteri più affascinanti d’Italia e che raccoglie un patrimonio storico e culturale notevole, basti ricordare le tombe risalenti al terribile terremoto del 1908, è stato realizzato da Luigi Spina con la collaborazione dell’architetto Sergio Denaro.

Luigi Spina è laureato in Scienze Politiche e fa del bianco e nero la base del suo lavoro creativo, alla ricerca di una bellezza sempre fugace e provvisoria. Nel 2012 ha ricevuto l’invito dell’Accademia delle Arti della Repubblica di Uzbekistan per presentare la mostra personale “Il mio mondo in cinque atti” al VI International Photo Biennale di Tashkent e Samarcanda.

Vi lasciamo con una gallery  che riporta i più bei scatti contenuti in Monumentale sul sito dell’autore.

(CLARISSA COMUNALE)

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