Autostrade siciliane, bufera sul Cas: appalto truccato su A18 e A20, arrestati funzionari e imprenditori

Dalle prime ore del mattino, nelle province di Messina, Agrigento e Pavia, è in corso un’operazione della sezione operativa Dia di Messina e del centro operativo di Catania, supportati dai centri operativi di Reggio Calabria, Milano, e Caltanissetta e dalla sezione operativa di Agrigento, riguardante l’esecuzione di una serie di misure cautelari nei confronti di funzionari del Consorzio Autostrade Siciliane e imprenditori, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di turbata libertà degli incanti, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità e istigazione alla corruzione. L’operazione è coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina.

Nel mirino della magistratura, in particolare, ci sarebbero aste truccate per il servizio di sorveglianza della A18, la Messina – Catania e la Siracusa – Rosolini, e della A20, la Messina – Palermo. Dieci i provvedimenti cautelari, in otto casi si tratta di arresti domiciliari, disposti tramite ordinanza dal gip del Tribunale di Messina, Maria Luisa Materia, su richiesta del procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e del sostituto procuratore Fabrizio Monaco, su informativa di reato della Dia di Messina, coordinata dal centro operativo di Catania. Coinvolti sei imprenditori, un dirigente e un funzionario del Cas. Il giudice ha disposto anche l’interdizione a esercitare in imprese per due mesi nei confronti di due rappresentanti di altrettante società.

Al centro delle indagini, una sospetta turbativa d’asta per l’assegnazione dei lavori del servizio di sorveglianza della A18 e della A20. L’episodio risalirebbe al 9 maggio 2013, quando l’appalto, da 8milioni di euro, fu bandito con somma urgenza dopo l’aggiudicazione alla Ventura Spa di Furnari e la successiva estromissione per sospette infiltrazioni mafiose. Ad aggiudicarsi il nuovo appalto, la Eurotel Srl.

Gli arrestati sono Letterio Frisone, 61enne dirigente del Cas, di Messina, indagato anche per corruzione; Filadelfio Scorza, 55enne funzionario del Consorzio Autostrade Siciliane, di San Fratello; gli imprenditori, Giacomo e Antonino Giordano, fratelli, rispettivamente di 43 e 46 anni, messinesi; Ettore Filippi Filippi, 74enne di Lecce; Francesco Duca, 46enne di Milazzo; Rossella Venuto, 43enne di Milazzo; Giuseppe Iacolino, 32enne di Agrigento. Nei confronti di Frisone è stato eseguito pure il sequestro cautelativo dei beni per un importo complessivo di 100mila euro.

lo forte_ardita_monacoInterdizione all’esercizio dell’attività d’impresa o di  uffici giuridici delle persone giuridiche e delle imprese, per la durata di due mesi, per il 54enne Andrea Valentini e il 53enne Antonio Chillè, messinesi entrambi. Esiste un undicesimo indagato di cui non sono state rese le generalità.

A illustrare i dettagli dell’inchiesta, questa mattina in conferenza stampa, il procuratore Guido Lo Forte il quale ha reso noto un accordo tra le aziende in gara per pilotare l’esito dell’appalto del 9 maggio 2013, inerente al servizio di sorveglianza attrezzata delle autostrade in questione. Decisive le intercettazioni telefoniche ambientali condotte. L’attività di indagine è scaturita dalle verifiche riguardanti la gestione della Tecnogest Srl, riconducibile ad Antonino Giordano e dichiarata fallita su istanza del pubblico ministero.

Le intercettazioni condotte rispetto ad alcuni indagati hanno permesso di fare emergere importanti elementi di prova tali da far ritenere che Frisone, di comune accordo agli imprenditori Giordano, Valentini, Duca, Iacolino, Venuto e Chillè, abbia “turbato” la gara in questione, concordando le offerte da presentare e le percentuali di ribasso. Una volta aggiudicatasi la gara, Iacolino, amministratore unco della Eurotel, si sarebbe avvalso, per l’esecuzione dei lavori, della manodopera e dei mezzi degli altri imprenditori che lo avrebbero favorito. Il tutto con il beneplacito del dirigente del Cas che avrebbe ricevuto da Duca e Venuto (amministratore, quest’ultimo, della Building Srl), al fine dell’assegnazione di altri appalti da parte del consorzio, 100mila euro, beneficiando parallelamente e gratuitamente dei lavori di ristrutturazione di una villa ad Acqualadroni. Questo passaggio di denaro sarebbe stato provato attraverso una serie di accertamenti bancari.

Un sistema che funziona, come spiegato da Lo Forte, quando c’è una spartizione degli appalti. Gli inquirenti stanno, tra l’altro, proseguendo nelle indagini, attraverso ulteriori perquisizioni ai danni degli indagati, e non si escludono ulteriori filoni con novità ancora più clamorose.

Nel mirino della Dia e quindi della Procura di Messina sono finite anche le “indebite pressioni” esercitate sempre da Frisone, oltre che da Duca, nei confronti di Iacolino al fine di impegnare nell’appalto personale dell’azienda dello stesso Duca. Questo genere di pressioni sarebbero state esercitate pure da Scorza, altro dipendente del Cas, al fine di impegnare nei lavori personale di altre ditte tagliate fuori. Personale proveniente anche dalla Ventura di Furnari.

Indagato per istigazione alla corruzione è l’imprenditore Giacomo Giordano, che avrebbe così agito nei confronti di Marco Sbrenni, dirigente della Aeroporti di Roma Spa, concessionaria della gestione unitaria del sistema aeroportuale della capitale. Nella veste di preposto alla gestione del servizio di pulizia svolto dalla Meridional Service Srl all’aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino, si sarebbe visto rifiutare da Sbrenni un’offerta di buoni benzina Eni per 500 euro al fine di ottenere riduzioni sulle penali contrattualmente previste in caso di inadempienza.

L’ordinanza parla anche di induzione indebita all’assunzione di personale operata da Filippi Filippi, consigliere di amministrazione della fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, nei confronti dello stesso Giacomo Giordano il quale pare sia stato costretto ad assumere alla Meridional Service, appaltatrice del servizio di pulizia dell’ospedale, un cittadino romeno. Pena, conseguenze contrattuali pregiudizievoli. Dopo l’assunzione, Filippi Filippi si sarebbe attivato per far liquidare all’azienda alcune delle prestazioni rese. (@FabioBonasera)

 

 

 

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