Inchiesta Cas, conclusi gli interrogatori

Si è conclusa la due giorni dedicata agli interrogatori di garanzia dopo gli arresti dell’operazione “Tekno”  in merito alla sospetta turbativa d’asta sull’appalto del sistema di sorveglianza attrezzata sull’A18 e sull’A20. Ultimo a sfilare dinanzi al gip Maria Luisa Materia, il funzionario del Consorzio autostrade siciliane Letterio Frisone, che ha respinto le accuse mosse dal procuratore Sebastiano Ardita. Secondo l’accusa il dirigente del Consorzio per le autostrade siciliane quale Responsabile unico del procedimento nell’ambito della gara sul servizio di sorveglianza attrezzata, non avrebbe intrapreso alcuna iniziativa diretta a impedire la turbativa dell’aggiudicazione dell’appalto, pur in conoscenza dell’accordo intercorso tra le varie parti in gioco. Inoltre avrebbe intascato “mazzette” per 100 mila euro e per questo nei suoi confronti è stato disposto il sequestro del patrimonio fino alla concorrenza della somma.

A respingere le accuse, nei giorni scorsi, anche l’altro indagato, ora agli arresti domiciliari: il  funzionario dello stesso consorzio Filadelfio Scorza, 55 anni.

Cinque gli imprenditori coinvolti nell’inchiesta e raggiunti dai provvedimenti eseguiti dalla Dia di Catania: i fratelli Giacomo e Antonino Giordano, di 43 e 46 anni, Francesco Duca, 46 anni, Rossella Venuto, 43 anni, Giuseppe Iacolino, 32 anni.

Intanto la decadenza anticipata della concessione, a favore del Cas, per la gestione delle autostrade A18 e A20 è ormai a un passo. Lo ha resonoto l’Ugl Trasporti a seguito di un vertice romano con la struttura di vigilanza sulle concessionarie autostradali, dipendente direttamente dal ministero di Infrastrutture e Trasporti.

Una notizia che arriva al culmine di un periodo davvero critico, con l’arresto di dipendenti del Consorzio Autostrade Siciliane e imprenditori, il licenziamento di altri 24 lavoratori e la risoluzionedella commissione Lavoro dell’Ars che impone a Rosario Crocetta di interpellare il Consiglio di giustizia amministrativa sull’annosa questione del contratto collettivo da applicare al personale. Adauspicare la decadenza anticipata, proprio in forza delle tante tensioni, è stato di recente anche il deputato del M5s Francesco D’Uva.

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