Capodanno col botto per l’imprenditore Paolo Siracusano: una “santabarbara” sequestrata dai Carabinieri nella sua villa

I Carabinieri nel comunicare il sequestro del materiale pirotecnico lo hanno definito “incauto”. L’imprenditore Paolo Siracusano, titolare della nota e omonima concessionaria di auto, è il protagonista di un maxi sequestro di botti di Capodanno, condotto dalle forze dell’ordine a poche ore dallo scoccare della mezzanotte.

Gli uomini del Comando Provinciale di Messina hanno sequestrato 222 mortai di innesto in ferro e 80 chilogrammi di polvere da sparo, pronta per essere fatta esplodere nel giardino della propria villa, sita nella zona nord della città.

“L’uomo – si legge nel comunicato delle forze dell’ordine –  noncurante dei rischi derivanti dall’incauto maneggio di polvere da sparo e della presenza di altre abitazioni, nel giardino della propria villetta aveva pensato di salutare il nuovo anno con uno spettacolo pirotecnico. I militari lo hanno sorpreso intento a compiere le ultime operazioni di allestimento del pericoloso palcoscenico pirotecnico. Dalla sommità dei 222 mortai in metallo, infatti, fuoriuscivano già le micce d’innesco. L’incauto proprietario di casa è stato denunciato”.

Fuochi sequestratiIl fatto ha suscitato parecchio clamore, vista l’immagine pubblica di Siracusano, molto conosciuto sia come imprenditore, sia per una lunga stagione politica a fianco di Francantonio Genovese, che lo ha visto candidarsi senza successo nel 2008 con il Pd alla Presidenza della Provincia, fino alla candidatura a sindaco, poi ritirata, nelle ultime elezione del 2013.

Clamore dovuto anche alla pubblica reazione “politica” di Siracusano, che attraverso i social, poco dopo il sequestro di una vera e propria santabarbara,  ha scritto: “Renato Accorinti, non ti augurerò un buon 2016 se posso tutt’altro!!!
Anche sul finire di quest’anno non hai mancato di rompere ai messinesi con questa barzelletta sui fuochi di artificio. Ancora grazie!!”.

Un atteggiamento emblematico di come la delibera antibotti abbia diviso la cittadinanza, scatenando reazioni contrarie, e rendendo il “deterrente” un ulteriore stimolo a considerare le sfide culturali dell’attuale amministrazione qualcosa di naif. (@Pal.Ma.)

 

 

 

 

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