La morte del milazzese Tusa a Genova, chiesti 26 mln di danno patrimoniale

Nel processo per il crollo della Torre Piloti del capoluogo ligure (abbattuta il 7 maggio 2013 dalla nave Jolly Nero della Messina, causando la morte di 9 persone, tra le quali il giovane marittimo militare Giuseppe Tusa di Milazzo) l’Avvocatura dello Stato ha chiesto che i vari ministeri coinvolti paghino oltre 26 milioni di euro come danno patrimoniale.

Questo il dettaglio:
– per il ministero delle Infrastrutture la richiesta è di 6.981.557;
– per quello della Difesa, 13.571.364,86;
– per quello dell’Economia (o l’agenzia del Demanio), 3.717.847,85.

Inoltre, chiesti altri 2.354.135,78 euro per il ministero delle Infrastrutture, che aveva anticipato 2,5 milioni all’Autorità Portuale per una serie di interventi legati alla rimozione dei detriti della Torre.

Infine, l’avvocatura si è riservata di fare una richiesta risarcitoria con separato giudizio civile per l’Autorità Portuale per la costruzione della nuova Torre Piloti, per la quale è previsto un costo complessivo di 16 milioni: «C’è stata una condotta stupefacente», ha detto l’avvocato Ernesto de Napoli, e «criminale per il disastro provocato e anche per le altre volte che è stata messa in pericolo la vita delle persone».

«Se si è a conoscenza che sulle navi del Gruppo Messina si sono verificati in media due avarie all’anno, sappiamo che il pericolo è particolarmente elevato», ha aggiunto Ernesto de Napoli. «A maggior ragione se si ha il contagiri che non funziona, se manovri in spazi ristretti devi essere allertato a manovra di emergenza, anche sapendo che ci sono più persone sulla Torre a vigilare. Hanno impostato una manovra che poteva riuscire solo se il motore funzionava, ma non è stato così. Non stai governando la nave, perché non hai dato l’allarme? Non hai saputo dare neppure gli ordini giusti ai rimorchiatori», ha sottolineato. Nei giorni scorsi il pm Walter Cotugno aveva chiesto 20 anni e 7 mesi per il comandante della Jolly Nero, Roberto Paoloni, 17 anni per Giampaolo Olmetti, delegato all’armamento della società Messina, 10 anni e 6 mesi per il pilota Antonio Anfossi, per il direttore di macchina Franco Giammoro e per il primo ufficiale Lorenzo Repetto tutti accusati di omicidio colposo plurimo, crollo di costruzioni e attentato alla sicurezza dei trasporti. Aveva chiesto 8 mesi per Cristina Vaccaro, terzo ufficiale, accusata di falso. Per la società Messina aveva chiesto il commissariamento per un anno, che gli utili di quel periodo finessero nella casse dello Stato come risarcimento e 2.250.000 euro di sanzione.

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