Neoletto all’Ars, il prof De Domenico lascia l’incarico di DG: il suo saluto alla comunità accademica

Ultimo giorno all’Unime per il prof. Francesco De Domenico che lascia, da oggi, il suo incarico di Direttore Generale dell’Università degli Studi di Messina per dedicarsi all’impegno politico, come deputato all’Assemblea regionale siciliana.

Le funzioni di DG sono state affidate al dirigente con maggiore anzianità di ruolo, dott. Carmelo Trommino, fino all’espletamento del bando per la nomina del nuovo Direttore.
“Si conclude oggi – scrive il prof. De Domenico, nel messaggio di saluto che ha rivolto alla comunità accademica – una fase del mio percorso professionale, iniziata cinque anni fa con la nomina a Direttore Generale dell’Ateneo. Lascio il mio incarico per iniziare l’esperienza da deputato regionale.
Paulo Coelho ha scritto che, se sei così coraggioso da dire “addio”, la vita ti ricompenserà con un nuovo “ciao”. Io, però, non vivo questo momento come un addio, perché l’Università degli Studi di Messina è stata e continuerà ad essere la mia famiglia e un punto di riferimento in termini di valori e competenze, che ovviamente mi accompagneranno anche nella nuova sfida che mi accingo ad affrontare.
È innegabile, tuttavia, come oggi io avverta una malinconica sensazione di distacco, seppur temporaneo. Paradossalmente, i momenti felici e tristi della vita – è questo il caso – possono coincidere.
Più forte di ogni sensazione, tuttavia, il bisogno che avverto è quello di un ringraziamento a tutta la comunità accademica, che ha reso il mio compito da Direttore Generale assolutamente gratificante. Proprio per questo la malinconia, adesso, prevale sul resto.
Nel mio ringraziamento, quindi, non posso che includere tutte le componenti dell’Università di Messina, un’istituzione a cui – non smetterò mai di ripeterlo – devo la mia crescita ed i miei successi professionali: da chi ha creduto in me affidandomi l’incarico di DG e poi confermandolo, a chi a lavorato al mio fianco; da chi – a volte, giustamente, anche in maniera critica – ha animato quel confronto indispensabile per raggiungere soluzioni condivise, a chi ha rappresentato uno sprone per la mia attività.
Da Direttore Generale, in questi cinque anni, ho avuto l’opportunità di apprezzare soprattutto – l’ho già anticipato in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico – il “capitale umano” del nostro Ateneo. È un fattore che, probabilmente, nessuna classifica, né valutazione potrà rispecchiare pienamente. Non contano distinzioni di ruoli, né di cariche: l’anima di Unime rispecchia l’impegno complessivo di chi vive questa Università. Nel mio mandato ho cercato di assecondare quest’anima, lasciando sempre aperte le mie porte, cercando di ascoltare il più possibile, di essere consapevole che qualsiasi questione ti venga posta riveste comunque grande importanza per chi la propone.
Mi sono confrontato con docenti, personale tecnico amministrativo, studenti. Abbiamo affrontato una generale riorganizzazione della pianta organica, abbiamo riformulato il sistema di tassazione, abbiamo lavorato al rinnovamento delle procedure di bilancio. Temi che, inizialmente, apparivano delle vere e proprie montagne da scalare, di fronte alle quali emergeva sempre una soluzione comune: il lavoro di squadra. Se l’Università di Messina è riuscita a scalare queste montagne, in molte occasioni arrivando in vetta in anticipo rispetto a tanti altri atenei italiani, è perché nei vari gruppi di lavoro, negli uffici, nei Dipartimenti, nei Centri non ha mai prevalso la logica dei capitani e dei comprimari, ma quella del massimo impegno e dell’assoluta disponibilità. Anche quando si rischiava che le problematiche in discussione creassero spaccature all’interno della stessa squadra. La voglia di trovare soluzioni per il bene dell’istituzione e non per interessi personali, l’elasticità mentale, le competenze hanno sempre cementato la squadra di Unime. Io, oggi più che mai, sono orgoglioso di essere stato parte di questa squadra e ringrazio di cuore tutti per essermi stati accanto.
Questo è lo spirito con cui do a tutti il mio più affettuoso saluto”.

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