La delazione l’ultima iniziativa “politica” di De Luca, ecco il numero degli spioni

Potremmo definirla la giusta evoluzione dei leoni da tastiera: adesso dalla gogna social sarà possibile sostituirsi alle forze dell’ordine e tramite messaggio su whatsapp “sputtanare” quel vicino di casa o quella ex di cui conosciamo le abitudini e i posteggi creativi. Insomma il solito “divisivo” sindaco Cateno De Luca ne ha pronta una delle sue e ha annunciato che dal 7 ottobre ” sarà finalmente attivo il numero whatsapp 3356619438 per segnalare alla Polizia Municipale ogni infrazione e ogni condotta illecita alle quali i cittadini assistono ogni giorno.
Il servizio verrà gestito mediante personale della Centrale Operativa specificatamente dedicato a ricevere e lavorare queste denunce on line: basterà mandare la foto con la segnalazione, accompagnata da un breve messaggio di testo che indichi il luogo, la data e l’ora in cui si è verificato il fatto e la Centrale Operativa inoltrerà la segnalazione alla sezione competente”.

Eppure legittimare la delazione non ci sembra l’idea migliore per una pacifica convivenza. E tra i cittadini si è aperto un dibattito che come spesso accade vede tra i pro e i contro tante sfaccettature del comune senso civico.

Ma a prendere la parola anche i consiglieri comunali del gruppo Pd: Antonella Russo, Gaetano Gennaro, Claudio Cardile , Felice Calabrò e LIbero Gioveni che sottolineano come “è un’iniziativa che porterà odio nella nostra città, e quindi non prendiamo sottogamba queste improvvide iniziative. Vanno bene i controlli, ma nelle mani dei soggetti abilitati a farlo, che ne abbiano le competenze di legge. Basta con questo clima da Far West, basta con il giochetto dei buoni e dei cattivi, e con il Sindaco giudece supremo degli uni e degli altri”.

Dello stesso avviso anche il capogruppo Mli Roberto Cerreti, che scrive “purtroppo quest’ennesima trovata di De Luca, ricorda periodi storici diversi e orridi, dove chi era al comando fomentava con stile analogo e con inviti alla denunzia del vicino di casa, ma per altre motivazioni. La condotta che il sindaco vuole imporre in pieno stile fascista e che nulla ha a che vedere con il buon funzionamento di servizi e con una maggiore efficienza dei controlli effettuati dalla polizia municipale. ”

Il dibattito è aperto, e noi aggiungiamo le parole del giornalista e scrittore Federico Rampini: “la scorciatoia della demonizzazione, la spiegazione psicopatologica, evita la messa in discussione delle responsabilità collettive”.

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