Bonus Sicilia alle imprese, fallisce il “Click day”: il punto sull’accaduto e le critiche al Governo Musumeci

di Michele Bruno – Il “Click day” del Governo regionale non ha funzionato. A quanto si apprende la piattaforma web con cui il Governo regionale intendeva inviare i sussidi del così definito “Bonus Sicilia”, un aiuto economico da fornire alla piccole e medie imprese colpite dallo stop forzato dovuto alla Pandemia di Coronavirus, non ha retto alla prova. E’ stato riferito che tutto sarà rinviato all’8 Ottobre, alle ore 9:00, mentre era previsto che già alle 9 di stamattina gli imprenditori avrebbero potuto inoltrare le domande.

Racconta quanto avvenuto in una sua nota l’ex deputato PD Francesco De Domenico:

“Dopo circa 15 minuti dalle fatidiche ore 9.00, in cui decine di migliaia di persone tentavano inutilmente di accedere al sito, compariva a pochi eletti in verità, il seguente avviso: “Si comunica che il Click Day previsto a partire dalle ore 9:00 del 05/10/2020 è da intendersi rinviato alle ore 09:00 di giovedì 08/10/2020. Si informano gli utenti cha la Fase di preparazione è da ritenersi conclusa come da precedenti disposizioni.”

Ma il bello arriva qualche minuto dopo, per gli irriducibili che con ostinazione speravano ancora di raggiungere l’agognato sito si materializza sullo schermo un altro avviso: Si comunica che il Click Day previsto a partire dalle ore 09:00 del 05/10/2020 a causa di un problematica (letteralmente così ho fatto copia incolla) tecnica imputabile a TIM Spa è da intendersi rinviato alle ore 09:00 di Giovedì 08/10/2020. Mentre scompare la postilla sulla Fase di preparazione.

Ecco ci hanno messo 20 minuti ma si è trovato un capro espiatorio da dare in pasto al popolo inferocito: il problema è risolto!”

Spieghiamo meglio cosa è accaduto: era stato previsto che per ottenere il bonus gli imprenditori avrebbero dovuto collegarsi oggi, dopo aver inviato le domande con i dati riguardanti la propria azienda nei giorni precedenti. Le critiche della politica, oltre che di sindacati e associazioni di categoria, al Governo Musumeci, si sono fatte sentire. Da giorni le opposizioni, non soltanto adesso, e persino alcuni esponenti dei partiti di maggioranza, avevano fatto notare falle al sistema.

“Non esiste volta – aveva detto il deputato M5S Luigi Sunseri – A rischio 130 milioni di euro destinati alle imprese attraverso una modalità che di fatto non mette le imprese sullo stesso piano. L’impresa collegata con la rete internet dotata di fibra non può matematicamente avere le stesse possibilità delle imprese che cliccano dalle Madonie o dai Nebrodi con connessione decisamente più lenta”.

“Fratelli d’Italia ha da sempre mostrato perplessità nei confronti del cosiddetto Click Day, un metodo di finanziamento alle imprese che premia la velocità nell’inserire i dati piuttosto che le reali esigenze, valutandone i requisiti. Per questo ha criticato quelli messi in atto dal governo Conte, e a ragione. Piuttosto che alla invocata trasparenza ci si affida al caso”. Aveva detto ieri Elvira Amata, deputata di FdI “Si individuino pochi e verificabili requisiti e si stili quindi una graduatoria, finanziabile anche successivamente con nuove risorse. Non è con le lotterie – concludeva Amata – che si sostengono le nostre aziende in questo momento di grave crisi”.

Viene quindi rilevato il rischio che il sussidio arrivi ai più veloci a cliccare, appunto, e non secondo validi requisiti di merito. In realtà il bando della Regione prevedeva diversi requisiti, ma forse si è trattata di una selezione a maglie molto larghe. Il Giornale di Sicilia, che era riuscito a visionare il sito della piattaforma prima del crash (attualmente è impossibile accedervi) faceva notare ad esempio che si tratta di “numeri mai visti prima: le imprese che si sono pre-accreditate ammontano a 55.916. Per finanziarle tutte sarebbero necessari 675.615.777 milioni, cioè 550 in più di quelli stanziati nel bando”.

Le aziende cui è stato permesso presentare richiesta erano: le microimprese artigiane, commerciali, industriali e di servizi e le microimprese alberghiere. Bisognava inviare e compilare domanda tramite SPID, il servizio di identità elettronica ormai sempre più utilizzato per i rapporti con la Pubblica Amministrazione. Si potranno ottenere dai 5mila fino ai 35mila euro, a seconda dei requisiti previsti.  Le imprese dovevano essere iscritte regolarmente nelle sezioni del Registro delle Imprese istituito presso la CCIAA e avere registrato una sospensione dell’attività a causa del lockdown, oltre ad altri requisiti. Le domande sarebbero state vagliate e i servizi erogati sulla base dell’ordine cronologico di presentazione.

Il capogruppo M5S Giorgio Pasqua aveva in più denunciato “Proprio ieri avevamo reso noto come le domande caricate sul portale della Regione Siciliana dalle imprese risultavano mescolate con dati di altre aziende. Il sistema era in sostanza andato in crash ancora prima del click day. Oggi l’epilogo di un disastro annunciato”.

Le opposizioni sono d’accordo sul fatto che quanto accaduto dimostri incompetenza da parte del Governo e che ci sia stata una mancanza di dialogo e ascolto da parte del Governo e dell’Assessore Mimmo Turano.

 

“Avendo un minimo di competenza tecnica sulla materia – così aveva esordito De Domenico –  ho suggerito, con un mio intervento sulla stampa, al Governo regionale tre cose da fare per evitare una pessima figura.

Dal Governo regionale? Silenzio, nessuna risposta né a me né ai tanti, anche deputati della maggioranza, che avevano osato intervenire! La presunzione degli incompetenti è quanto di peggio ci possa capitare”.

Una simile critica giunge anche dalle deputate Cinquestelle Jose Marano, Ketty Damante e Valentina Zafarana. “Già il fatto di avere la possibilità di parlare con l’assessore Turano a cose fatte – spiegano le deputate – la dice lunga sulla supponenza di questo governo regionale. Chiederemo all’assessore, tra le altre cose, conto di quanto è costata questa procedura alle tasche dei contribuenti siciliani ed ovviamente degli imprenditori”

De Domenico adesso prova a suggerire come si possa risolvere la questione, cercando di limitare i danni:

“Voglio ribadire che l’unica via d’uscita per evitare l’ennesima pessima figura, non penalizzare ulteriormente chi è uscito con le ossa rotte dal COVID 19, consentire a chi non ha potuto fornirsi di SPID e Firma elettronica (scomparsi da giorni dal mercato) è di rinviare di 15 giorni e ri-aprire a tutti la possibilità di inserire la domanda, in un breve arco di tempo (quattro/sei giorni) e, soprattutto, senza click Day, ripartendo su tutti le risorse disponibili, magari facendo in modo di impinguarle, perché 125 milioni sono veramente pochi rispetto alle esigenze”.

A lasciare ulteriori dubbi è la conclusione sarcastica dell’esponente del PD Messinese:

“La campagna elettorale è finita e, soprattutto, non c’è nessuna premura, perché i soldi non sono ancora disponibili, sono solo virtuali e questo non lo dico io ma lo stesso assessorato che fa dichiarare nella domanda quanto segue: Dichiaro di: ……“B. essere a conoscenza che l’Avviso non costituisce obbligazione per Regione Siciliana la quale si riserva la facoltà, in qualsiasi fase del procedimento e per qualsiasi causa, compresa la mancata approvazione da parte della Commissione Europea della proposta di riprogrammazione del PO FESR 2014/2020, di annullare lo stesso senza che ciò costituisca motivo di rivalsa a qualsiasi titolo da parte dei soggetti richiedenti il contributo”.

Significa che quanto chiesto dalle aziende, nonostante tutto ciò che sta accadendo, potrebbe anche non partire mai da Palermo.

 

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