Sciopero nazionale dei lavoratori pubblici, presidio Cisl Fp di fronte la Prefettura di Messina

Oggi, mercoledì 9 dicembre, si è svolto anche a Messina lo sciopero nazionale dei lavoratori pubblici con un presidio di Cisl Fp di fronte la Prefettura. L’astensione dal lavoro riguarda i lavoratori della sanità, dell’amministrazione statale e parastatale – esclusa l’istruzione pubblica – e delle Camere di Commercio.

“La nostra presenza qui oggi – dice Antonino Alibrandi, segretario generale Cisl Messina – è finalizzata per far capire al governo che c’è la necessità di un confronto nazionale. Lo sciopero di oggi non punta esclusivamente al rinnovo del contratto che in questa partita della pubblica amministrazione è la parte minore.” Prosegue “Abbiamo la necessità di garantire sicurezza agli operatori, stabilizzazioni, assunzioni e regolamentare lo smart working e quindi garantire la dignità dei lavoratori pubblici che hanno mantenuto i servizi anche nei periodi del lockdown. I lavoratori pubblici non sono supereroi solo quando devono essere garanti della pubblicità da parte della politica, per poi essere attaccati dalla stessa dicendo che sono privilegiati e nullafacenti.” Conclude “Il lockdown ha fatto emergere tutte le defaiance della pubblica amministrazione non in termini di personale, ma di strutture e sistema ed è il momento di ammodernare e rinnovare.

È intervenuta anche Giovanna Bicchieri, responsabile organizzativa Cisl Fp Messina “È un momento di forte protesta per tutti i lavoratori d’Italia. Siamo stati costretti a scendere in campo per dire la nostra rispetto a tutte le condizioni di precariato, rispetto alla necessità di ammodernare la pubblica amministrazione, la sanità e di rivedere fondamentalmente quello che è il discorso del recovery fund. Non scioperiamo soltanto per i lavoratori della pubblica amministrazione, scioperiamo per rendere i servizi pubblici ancora più concorrenziali. Anche coloro che sono i lavoratori delle somministrate stanno scioperando con noi oggi proprio per acquisire diritti e doveri. Abbiamo una manovra finanziaria che non ci consente di tutelare i lavoratori della pubblica amministrazione che ribadiamo devono dare servizi pubblici nelle scuole, nella sanità, nella difesa, nella giustizia, in tutti gli enti delle funzioni centrali. Il sistema di welfare che si è cercato di garantire nel 2019 e che doveva proseguire con il nuovo contratto 2019\2021 in realtà non garantisce alcuno. “

Le motivazioni al centro dello sciopero nazionale sono quindi le garanzie per la sicurezza dei lavoratori pubblici, un programma di assunzioni e stabilizzazioni occupazionali volto al rafforzamento strutturale degli organici, adeguati finanziamenti per il rinnovo dei contratti nazionali.

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