Nomine inconferibili, Messinaccomuna denuncia il “metodo De Luca” nella risposta a Timbro

“La reazione della Vicesindaca Previti, dell’Assessora Musolino e l’azione del Presidente Lombardo verso l’On. Timbro per l’iniziativa parlamentare di Articolo 1 e testimonia l’inaccettabile concezione della gestione della cosa pubblica con cui la Giunta De Luca amministra la città, le cui modalità che rasentano l’intimidazione come metodo (l’ultimo post del Sindaco conferma)”.

Così si esprime Messinaccomuna sulle risposte dell’Amministrazione De Luca all’interrogazione della deputata Maria Flavia Timbro (Articolo Uno).

“L’insinuazione che l’interrogazione derivi dai controlli dei vigili urbani nell’area dove insiste un’attività del fratello dell’onorevole è davvero volgare, come lo è sbattere in prima pagina gli incarichi professionali conferiti da MessinaServizi all’avv. Maria Flavia Timbro.

Affermare che l’On. Timbro dovrebbe tacere perché ha ricevuto tre in carichi da Messina Servizi mostra che secondo l’amministrazione De Luca il conferimento di incarichi rende impossibile la critica e l’approfondimento sulla sua azione amministrativa. Letto in altri termini, il messaggio della Musolino è: “Noi ti conferiamo incarichi professionali, e tu fai un’interrogazione parlamentare per approfondire dubbi sollevati da cittadini sulla nostra gestione? Stai mangiando in questo piatto e ti permetti di disturbarci politicamente?” Si ravvisa una concezione strumentale degli incarichi professionali, evidentemente considerati strumento di tacitazione delle critiche e preventivo bavaglio a ogni opposizione. Gravissimo.

Ancor più grave, poi, è l’iniziativa assunta dal Presidente di MSBC, Pippo Lombardo, che, dando seguito alle dichiarazioni della Musolino, prende carta e penna e, farneticando di inesistenti conflitti di interesse, si permette di dare l’aut-aut alla Timbro: o ti tieni gli incarichi professionali, revocando l’interrogazione o mantieni l’iniziativa parlamentare e rimetti gli incarichi. Il capo politico ha parlato, il braccio operativo ha eseguito. È palese che la difesa in giudizio di un’azienda pubblica non ha nulla di incompatibile con un’interrogazione sulla gestione politica delle nomine ai vertici delle società partecipate. Ovviamente, l’On. Timbro ha dato priorità alla sua funzione pubblica di rappresentante dei cittadini rispetto alla sua attività privata e professionale, rinunciando immediatamente agli incarichi, ma il ricatto posto in essere è repellente e suona come un’intimidazione al mondo dei professionisti: chi vuole lavorare con il settore pubblico a Messina non può permettersi di criticare l’amministrazione.

È inaccettabile e gravissimo che gli incarichi professionali vengano conferiti secondo arbitrari criteri di appartenenza, omogeneità o comodo politico. Gli ordini professionali dovrebbero insorgere a tutela dei propri aderenti, stigmatizzando e respingendo questo metodo e questi tentativi di intimidazione ex ante ed ex post. In particolare, dovrebbe farlo l’ordine degli avvocati (cui si potrebbe chiedere se ritengono deontologicamente corretto l’operato dell’avv. Dafne Musolino). Se, tuttavia, l’ordine locale dovesse per qualsiasi ragione ritenere imprudente per i propri iscritti l’attivazione di un’azione di censura esplicita verso questi gravissimi comportamenti, da cittadini liberi che ritengono un valore la difesa delle libere professioni, presenteremo il caso all’Ordine nazionale”.

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