De Luca risponde a Navarra: “il pacchista sei tu”

«Non è facile dominare la tensione nervosa e l’on.le Navarra ancora una volta conferma di essere un soggetto facile alla ipereccitabilità e dominato da bramosie baronali, che forse rimpiange la carica di Rettore dell’Università degli Studi di Messina, che lui stesso ha abbandonato per dedicarsi alla carriera politica senza lasciare traccia di sé né come Rettore né, fino ad oggi, come parlamentare».

È quanto dichiara l’ex sindaco di Messina Cateno De Luca replicando alle dichiarazioni rilasciate ieri (qui) dall’on.le Pietro Navarra.

«L’on.le Navarra parla di pacchi che il Sindaco De Luca avrebbe lasciato all’Università di Messina, citando quel famoso gioco a premi che va in onda sulla RAI o forse, più prosaicamente, volendo evocare la figura del “pacchista” che vendeva i pacchi (lenzuola, batterie di pentole, arredi vari) alle famiglie che volevano fare il corredo per la figlia in attesa di sposarsi.

In attesa di dirimere il dubbio, afferma De Luca, chiariamo subito che l’on.le Navarra non sembra avere compreso bene il significato delle delibere e degli atti stipulati tra il Comune e l’Università degli Studi di Messina, tanto da incorrere in una serie di errori marchiani.
In primis l’ex Rettore è mal informato: al nostro insediamento nessun progetto esisteva fra la precedente amministrazione e l’Università retta proprio da lui né sul PON, né sul Masterplan: Mesm@rt non esisteva e Agorà era un mero titolo sulla carta. Entrambi i progetti sono stati elaborati dall’attuale amministrazione e l’Università di Messina in forza di una Convenzione stipulata sul PON METRO. Non esisteva nessun progetto sul Masterplan caro onorevole.

In merito al progetto pilota l’Estate Addosso si tratta un progetto di contrasto all’esclusione sociale del mondo giovanile al fine di prevenire e arginare il dilagante e diffuso disagio personale e l’isolamento sociale creato dal COVID 19. Migliaia di giovani hanno potuto vivere un’esperienza nuova ed entusiasmante. Ma lei, caro onorevole, difficilmente potrà comprendere l’entusiasmo di un giovane che con il suo primo lavoro può comprarsi dei libri o pagare le tasse all’università senza pesare sulla sua famiglia.
Il primo preteso “pacco” che secondo Navarra il Comune avrebbe tirato all’Università, riguarda la vendita da parte del Comune dell’ex Hotel Riviera all’Università di Messina che lo destinerà per la realizzazione di alloggi per gli studenti.

L’ex Rettore Navarra non si è mai curato di affrontare un annoso problema che riguarda proprio l’Università di Messina, causato dall’assoluta carenza di alloggi per studenti e che influisce in senso negativo nel ranking di gradimento dell’ateneo messinese.

Del resto a Navarra che cosa importa se gli studenti fuori sede sono costretti ad affittarsi camere, senza usufruire dei servizi ai quali l’housing universitario darebbe loro diritto (mensa, servizi di lavanderia, locali condivisi per il tempo libero, Wii-fi, etc.) gravando sull’economia delle famiglie che devono sostenere tutti questi costi pur di consentire ai figli di conseguire l’agognata laurea? Non ci risulta che l’ex rettore Navarra abbia portato avanti mai neppure una proposta per la realizzazione di alloggi studenteschi, mentre il paragone che lo stesso azzarda tra l’immobile ex Hotel riviera e la Città del Ragazzo, acquistata dalla Città Metropolitana, dimostra che l’on.le Navarra ha dimenticato pure come è fatta Messina! Come si può paragonare l’ex Hotel Riviera, un immobile di 8000 mq coperti e 1000 mq esterni ubicato sul viale della Libertà, di fronte alla rada San Francesco, servito da linea autobus e tram, in posizione centrale, con il complesso edilizio della ex Casa del ragazzo che si trova a Gravitelli, senza tenere conto della diversa tipologia costruttiva, della destinazione degli immobili, dei servizi di zona e della loro stessa ubicazione?

I raffronti hanno un senso solo a parità di condizioni o, se non si tratta di situazioni analoghe, solo eliminando le circostanze che diversificano i due termini di paragone.
Passando al secondo “pacco” immaginato dall’onorevole, ovvero la convenzione tra il Comune e l’Università di Messina avente ad oggetto l’affidamento di tre impianti sportivi, è forte il sospetto che Navarra, per niente ferrato in materia, si sia affidato a suggeritori sbagliati e forse anche interessati.

Quando parla di capacità di gestione degli impianti, infatti, bisogna ricordargli non solo i poco esaltanti risultati della gestione di quelli universitari quando il Rettore era lui, ma soprattutto che ragioni di efficienza hanno suggerito a quest’Amministrazione, come a quelle che l’hanno preceduta negli ultimi vent’anni, di puntare sulla esternalizzazione della gestione degli stessi. L’affidamento all’Università non è un “pacco” ma il frutto della collaborazione tra enti pubblici che puntano ad ottenere risultati laddove altre amministrazioni hanno fallito e dove i privati non hanno dato garanzie adeguate.
Rileviamo inoltre una certa superficialità nella lettura della delibera con la quale il Comune di Messina ha formulato un atto di indirizzo per la gestione dell’impianto natatorio Cappuccini.

Dunque, premesso che alla programmazione deve fare seguito l’attuazione del provvedimento, risulta evidente che l’affidamento in gestione dell’impianto natatorio Cappuccini potrà essere perfezionato in capo all’Università solo dopo che il CGA si sarà pronunciato sull’appello proposto dalla società Waterpolo, fermo restando che già il primo grado di giudizio si è concluso con l’accertamento dell’inadempimento della società e la dichiarazione di legittimità della revoca della concessione in favore della stessa.

Precisiamo, comunque, che la delibera con l’atto di indirizzo per l’affidamento dell’impianto Cappuccini, è stata approvata prima che il CGA sospendesse, in fase cautelare, l’efficacia della sentenza del TAR che aveva condannato la Waterpolo alla restituzione dell’impianto al Comune di Messina.

Anche la critica avanzata dall’on. le Navarra alla facoltà di recesso prevista per entrambe le parti costituisce l’espressione della volontà di formulare cavilli paragiuridici su un atto di indirizzo che, come già detto, troverà precisa disciplina nei successivi atti che verranno stipulati tra i due Enti, nel rispetto dei reciproci diritti e dei conseguenti doveri.

Ma vogliamo ricordare all’on. le Navarra l’allegra gestione del CUS i cui soci fondatori erano 10 suoi fedelissimi? Gestione degli impianti stranamente costata all’Università oltre 4 milioni di euro nonostante la delibera del Consiglio di Amministrazione dell’università del 27 novembre 2013 specificava che “tutte le attività sportive dovranno essere realizzate dal “C.U.S. UNIME A.S.D.” in regime di autofinanziamento, senza oneri, quindi, per l’Università degli Studi di Messina”. Al CUS spettava di farsi carico di “degli oneri e delle spese connesse” alla gestione degli impianti e della manutenzione ordinaria degli impianti.

Ovviamente come associazione privata il CUS assumeva chi voleva (oltre 150 istruttori) e faceva fare lavorare chi voleva (appalti, pulizie, sanificazioni, manutenzioni, attrezzature). Tutto questo sulle spalle dell’Università e sfruttando gli impianti che l’università gli aveva dato gratis per fare entrare gli studenti che, alla fine, erano gli unici che pagavano anche se avevano diritto ad entrare gratis (oggi con la gestione diretta da parte di Unime entrano gratis.

Del resto che Navarra sia a dir poco “distratto” sui temi della gestione e del contenimento della spesa lo dimostra l’atto di citazione che gli è stato notificato dalla Corte dei Conti che ha contestato all’allora Rettore Navarra – unitamente all’allora Sindaco Accorinti e ai soci dell’epoca – la mala gestio della Innova Bic “sfociata nell’azzeramento del capitale sociale conferito dai soci pubblici […] avallata dai soci medesimi acquiescenti ad una gestione con risorse pubbliche senza alcuna utilità pubblica nonché dall’inerzia dell’organo di controllo analogo” (come testualmente affermato dalla Corte dei Conti nell’atto di citazione notificato all’on.le Navarra n.q. di rettore dell’Università degli Studi di Messina all’epoca dei fatti).

Per completezza di informazione aggiungiamo che l’Amministrazione De Luca ed il Rettore prof. Cuzzocrea hanno posto rimedio a tale situazione deliberando il fallimento della Innova Bic e ponendo fine ad un vero e proprio sperpero di risorse pubbliche.
I veri pacchi, conclude De Luca, caro on.le Navarra, li hai lasciati tu!».

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