Sud Chiama Nord: nasce il partito di De Luca e Giarrusso

di Veronica Pagano – Cateno De Luca e l’ex grillino Dino Giarrusso siglano la loro intesa con un nuovo partito: “Sud Chiama Nord”.

Presidente del partito sarà Ismaele La Vardera, prossimo candidato alle regionali d’autunno. De Luca e Giarrusso ne saranno invece, rispettivamente, il Coordinatore e il Segretario nazionale, in corsa per la Presidenza e Vice Presidenza della Regione.

Un movimento popolare, ma anche un partito – come spiegano – che intercetti le realtà civiche e associative di ogni regione allo scopo di “federare e compattare tutte quelle realtà politiche avulse dal giogo dei due grandi poli, centrodestra e centrosinistra, che da tempo non rappresentano decine di milioni di cittadini italiani, non a caso sempre più disaffezionati alla politica e propensi a disertare le urne”.

Patto di solidarietà Sud-Nord

Ispirandosi a principi autonomistici e federativi, il nuovo partito di De Luca e Giarrusso si impegna a definire e attuare un “patto di solidarietà Sud Nord” che, integrando un nuovo quadro di politiche nazionali ed europee, elimini le “sperequazioni sociali, economiche ed infrastrutturali esistenti tra il meridione ed il resto dei territori europei che non rendono competitivo il “Sistema Italia”.

“Garantire una maggiore efficienza, competitività e miglior tenore di vita al Sud – dichiarano – avrebbe un eccellente impatto positivo, economico, sociale e di sviluppo, anche per tutte le regioni del Nord Italia, creando finalmente un Paese che corre compatto alla stessa velocità, e che – concludono – sarà molto più competitivo non solo in Europa, ma nell’ormai globalizzato mercato mondiale”.

Sindaco di Sicilia: il progetto per le regionali

Il primo impegno del nuovo partito saranno proprio le regionali d’autunno che li vedranno correre in ticket per la Presidenza e Vice Presidenza della Regione Siciliana nella lista comune “De Luca sindaco di Sicilia”.

Un “progetto di liberazione”, come viene definito, cui sono chiamati ad aderire sindaci, consiglieri e amministratori locali: “sono loro la prima presenza istituzionale e con loro – dichiarano – la politica “alta” deve collaborare, non rendergli la vita difficile come ha fatto negli ultimi decenni”.

 

 

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