SEQUESTRO DELL’OPG DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO: SI SCATENANO LE CRITICHE E LE RISPOSTE ISTITUZIONALI

 

Da alcuni giorni Barcellona è al centro di una piccola diatriba tra Regione e Governo centrale, con un botta e risposta che non risolve il problema che l’ha scatenato: il sequestro dell’OPG Madia (storica struttura barcellonese della quale ci siamo più volte occupati) per ragioni di “sicurezza sanitaria”, da effettuarsi entro 30 giorni.

 

Secondo quanto scritto nel provvedimento, infatti, all’istituto non sarebbero stati apportati tutti i miglioramenti richiesti dopo lo scandalo di anni fa, quando si parlò di carceri/tortura: detenuti con problemi mentali senza dovuta assistenza medica e psichiatrica, sovraffollamento delle celle ecc. In base alla contestazione che ha dato avvio alla procedura, l’OPG pur avendo conosciuto interventi in più aree, “mantiene una conformazione del tutto inidonea per una struttura che dovrebbe garantire standard da residenza psichiatrica e soffre di una condizione di intollerabile sovraffollamento (fino a 12 pazienti per cella)”.

 

L’ insufficienza di mezzi sanitari era stata denunciata già da tempo dallo stesso direttore, Pasquale Rosania, tramite conferenze stampa volute espressamente per comunicare le difficili condizioni di vita all’interno dell’istituto, per i detenuti come per le guardie che si sono trovate più volte aggredite da soggetti con disagi ingestibili senza aiuti medici.

 

Le polemiche non hanno tardato a presentarsi: che fine faranno adesso, con così poco tempo per organizzarsi, i detenuti? In particolare quale sarà il destino dei più gravi? Il Partito Radicale si è immediatamente mobilitato, chiedendo di “non ripetere gli errori del passato”, convinto del possibile ripresentarsi, sotto altra forma, dei vecchi manicomi istituiti di tutta fretta per rispettare i tempi di esecuzione. Ed oltre alla pubblica richiesta di chiarimenti dei Radicali (http://www.radicali.it/comunicati/20121220/opg-sequestro-barcellona-pozzo-gotto-che-fine-faranno-210-pazienti-dove-verranno) giunge immediata la risposta del sindaco Maria Teresa Collica e di molte altre voci contrarie ad un provvedimento giudicato tanto inaspettato quanto affrettato:

 

“Il sequestro da parte dei Nas dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario “V. Madia” rende quanto mai urgente e imprescindibile una valutazione globale della questione “salute mentale” sul territorio di Barcellona Pozzo di Gotto. Se è vero che istituzioni totali come gli OPG non sono più tollerabili nella nostra società odierna è fondamentale non incorrere in atteggiamenti emergenziali che possono creare ulteriori situazioni di disagio non solo agli internati/detenuti attualmente ristretti nella struttura ma anche a tutti i lavoratori impiegati a vario titolo nell’istituto. La legge 9 del febbraio 2012, e il successivo decreto attuativo esitato il 19 novembre scorso, hanno fornito alcuni strumenti normativi ed economici che potrebbero aiutare a pianificare adeguati interventi per il reinserimento dei pazienti all’interno dei propri territori di appartenenza, non può peròmancare la preoccupazione per il futuro immediato considerata l’accelerazione che il sequestro produrrà nello svuotamento della strutturaConsiderato inoltre che il DPCM 8 aprile 2008 non è ancora stato recepito dalla Regione Sicilia, il ritardo che la nostra regione ha accumulato finora sulla questione solleva forti preoccupazioni, per questo motivo verrà sollecitato con la massima urgenza un incontro con l’Assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino, per avere contezza delle prossime tappe che, a livello regionale, verranno predisposte per il superamento dell’OPG.

 

Il pericolo da sfuggire è quello della costruzione di “mini-opg” sparsi sul territorio regionale che non cambierebbero nella sostanza lo stato delle cose e, ancor peggio, vanificherebbero quanto si è finora detto e fatto in merito ad un diverso approccio sulla salute mentale che punti al vero reinserimento nella società e non all’emarginazione. L’Amministrazione comunale farà quanto in proprio potere per tenere alta l’attenzione sulla vicenda attraverso la concertazione con la Direzione dell’OPG, il Dipartimento di Salute Mentale e tutti gli attori coinvolti ponendo come obiettivo ultimo e principale la tutela della salute di tutti gli internati e il rispetto fondamentale dei diritti di quanti si trovano ad oggi ristretti nell’OPG “V. Madia.”

 

Come si può ben leggere tra le parti in neretto, la Regione Sicilia è in ritardo sull’applicazione di una legge che forse avrebbe potuto evitare tutto ciò. Una legge che compare nella risposta di ben due ministri alle domande formulate dal Partito Radicale e da tutti coloro che hanno chiesto altro tempo per aggiornare il Madia e giungere ad una soluzione migliore per tutti.

 

Il comunicato n. 266 pubblicato sul sito del Ministero della salute (http://www.salastampa.salute.gov.it/attualita/paDettaglioComunicati.jsp?id=3802) recita difatti che:

 

In relazione al sequestro dell’Opg di Barcellona Pozzo Di Gotto i Ministri della Giustizia, Prof.ssa Paola Severino, e della Salute, prof. Renato Balduzzi, sottolineano che “le criticità che hanno portato al drastico provvedimento, sono da attribuire ai ritardi della Regione Sicilia che non ha finora trasferito le competenze sanitarie delle carceri, e di conseguenza anche dell’ Opg di Barcellona Pozzo Di Gotto, al Servizio sanitario regionale”. La Regione Sicilia non ha infatti recepito finora il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 2008 che prevede il trasferimento delle competenze sanitarie dall’Amministrazione penitenziaria alla Regione Sicilia, preliminare ai fini dei necessari accordi attuativi per il passaggio delle funzioni.

 

Il Ministro Severino in merito alla vicenda ha dichiarato“ Ho parlato con il presidente della Commissione, Ignazio Marino, il quale nel comunicarmi la decisione relativa al sequestro dell’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto ha speso parole di apprezzamento della polizia penitenziaria che opera nella struttura, complimentandosi per la loro professionalità e dedizione nei confronti di persone malate e sofferenti. Ritengo anacronistico che proprio la Sicilia,  dove si trova l’Opg con le maggiori criticità, sino ad oggi non abbia provveduto ad  adeguarsi e a sottoscrivere la necessaria convenzione . Il senatore Marino mi ha riferito di aver già parlato con il presidente Rosario Crocetta per sollecitarlo in tal senso. Io stessa mi sono messa in contatto con Crocetta, che si è impegnato ad intervenire rapidamente perché sia risolta una situazione che ormai da troppi anni si protrae”. 

 

Il Ministro della Salute, prof. Renato Balduzzi sottolinea che   “il riparto tra le Regioni dei fondi per il definitivo superamento degli Opg è già stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni e per la Sicilia sono previsti   per l’approntamento delle nuove strutture residenziali, che sostituiranno l’Opg di Barcellona Pozzo Di Gotto,  euro  18.776.828,  a cui si aggiungono 3.889.564 euro per spese di funzionamento e di adeguamento del personale”. Il Ministro della Salute auspica “che si arrivi in fretta ad una definizione di tutti gli adempimenti per favorire migliori condizioni di vita anche in vista del recupero e del reinserimento sociale dei pazienti”.

 

Così il futuro dei pazienti e forse dell’intera struttura è affidato ad un neoeletto Presidente della Regione che avrà poco tempo per trovare una soluzione che tutti desiderano ma che al momento sembra lontana, non essendosi provveduto, nei precedenti quattro anni circa, a fare un semplice ma indispensabile passaggio di staffette utile a garantire la salute di detenuti e personale carcerario, in risposta ad una esigenza già evidenziata (e risolta per i vecchi “manicomi” ma mai per gli OPG) dalla famosa legge Basaglia degli anni 70. L’Italia ha maturato un ritardo più che trentennale nella questione degli Ospedali Giudiziari e la Sicilia si è dimostrata una delle poche regioni a non adeguarsi (accumulando altro ritardo) ad una legge che, finalmente emanata nel 2008, nell’isola non ha mai conosciuto applicazione. Adesso a farne le spese – si spera non salate – sono i detenuti. (CARMEN MERLINO)

 

 

 

 

 

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