AIBI: E’ MESSINESE LA FAMIGLIA ITALIANA PIU’ ACCOGLIENTE

“Il più grande atto di giustizia che una persona possa compiere nella sua vita, è accogliere un minore in difficoltà”: queste le parole di Marco Griffini, presidente di Aibi (l’ente Amici dei Bambini che si occupa di adozioni e affidi), le uniche parole con cui poter tentare di dare una definizione al progetto in cui si sono imbarcati Caterina e Antonino Vinci di Messina, e cioè quello di aderire all’appello di accogliere i profughi minorenni arrivati da Lampedusa.
La giovane coppia, che già aveva adottato un bambino congolese, “ha sentito doveroso dare la propria disponibilità dopo la tragedia di Lampedusa”, come spiega Antonino Vinci a L’Avvenire, ed ha accolto con sé Haamid, un ragazzo somalo di 17 anni.
L’Aibi ha eletto la famiglia Vinci la più accogliente del 2013, il presidente Griffini li ha definiti come “l’Italia migliore, quella che l’integrazione interculturale ed inter-etnica la fa senza proclami, giorno per giorno, dentro casa”.
Anche Madre Teresa diceva che “la pace comincia dalle nostre case”, e a stare a sentire, leggere, o scrivere di notizie così, non si può che reagire con un sorriso di fiducia e gratitudine all’umanità dei due giovani di Messina.
Il loro è un dire a tutti gli italiani coi fatti che nonostante la crisi, nonostante i problemi, si può far del bene al prossimo, si può essere accoglienti, è un dar conferma che le parole dei grandi uomini del nostro tempo, da Nelson Mandela a Papa Francesco, hanno smosso qualcosa in qualcuno, fino a diventare azioni quotidiane, missioni di vita.

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