SKY WHITE TIGER: COL SOUND DI BROOKLIN L’OFFICINA DIVENTA UNA GRANDE MELA

Immaginate di trovarvi, come per incanto, dentro una bolla di sapone mentre fluttuate leggeri osservando dei raggi di luce che piano piano, filtrati dalla vostra stessa bolla, cambiano colore e intensità come tanti piccoli arcobaleni colorati e andando sempre più su e ancora più su per poi… plaf! Una lenta ricaduta verso la realtà e il mondo che vi circonda.

Senza l’ausilio di droghe, questa è la sensazione che potreste provare assistendo ad un concerto di Louis Schwadron, meglio conosciuto come “Sky White Tiger”, un tipo niente male con un bagaglio di esperienze che vanno dalla collaborazione in ambito musicale con David Bowie, Elton John, The National e Cindy Lauper, tanto per citarne alcune, al ruolo di aiuto regista per John Mitchell nel controverso cult “Shortbus”.

Un mix di esperienze musicali e artistiche che Louis Schwadron ha trasportato,  Sabato 1 Febbraio, sul palco  dell’Officina per una tappa, la prima in assoluto nella nostra Messina, inclusa nel suo “ All Tomorrow’s Tigers Eurotour”, tour che proseguirà in Sicilia con ulteriori date che toccheranno le principali provincie dell’isola: al Drunks di Palermo giorno 6 Febbraio, al Kenisa di Enna giorno 8 per concludere la sua full immersion siciliana al Lanificio di Ragusa giorno 9 Febbraio.

Nel suo liveshow all’Officina, aperto da una intensa cover di “Space Oddity” di David Bowie, Schwadron ha mostrato il suo lato più intimo, attingendo a piene mani dal suo primo Ep , “Electra”, prodotto a Brooklyn da Bryce Goggins e che spazia dal synth-pop anni 80, ricco di drum machine e sintetizzatori, al rock alternativo di ultima generazione già di per sé contaminato da suoni sintetici e ibridi.

Ciò che colpisce, osservandolo sulla scena, è la sua capacità di unire musica e teatralità, accompagnando le melodie di brani come “Dont Mutter Much“ e “Eyes” con gesti e pose di chi “cerca” il contatto con il pubblico enfatizzando ogni singolo aspetto dello stare sul palco.

Poco importa se lo stesso pubblico in certi momenti appariva distratto, intento a rimaner connesso con un mondo fittizio fatto di “notifiche” e sguardo rivolto ad uno schermo privo di sentimenti. Peccato, magari è lo stesso pubblico pronto a lamentarsi e a pronunciare la tipica frase messinese: “Non c’è mai niente di nuovo”, quando poi proprio quel “niente” è davanti ai loro occhi, occhi però incapaci, anche solo di osservare i cambiamenti che alcune realtà messinesi con coraggio, stanno cercando di apportare in una città in passato troppo spesso chiusa in se stessa e dove le iniziative culturali e ricreative non rappresentavano certamente delle priorità nei programmi e nelle scelte politiche degli amministratori locali.

Cambiamenti quindi che hanno permesso di ricreare una “scena” che per essere alimentata necessita dell’aiuto da parte di un pubblico che non può limitarsi a sorseggiare il cocktail in un angolo con lo smartphone in mano e il pensiero ai “mi piace”,  ma che farebbe bene quantomeno ad incuriosirsi per quelle proposte alternative, valorizzando così gli sforzi di chi da anni, ormai, crede in Messina e nelle sue potenzialità culturali e umane.

La serata, condita da due bis, termina con l’energia di un brano come“You Are Here”,  Sky White Tiger ritorna ad essere Louis Shwadron  abbandonando il suo alter ego sul palco ed io, decido di curiosare ancora richiamato dal ritmo della sala gialla e del  “Rumble in The Jungle”. (FRANCESCO ALGERI – photo courtesy of Paolo Galletta)

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