CASA SERENA, l’OR.S.A.: “UNA VERTENZA SEMPRE PIU’ SIMILE SIMILE ALLA TELA DI PENELOPE”

La vertenza della struttura di via Sciva che ha ufficialmente inizio il 31 dicembre 2012 non si acquieta più. A dirlo è la segretaria provinciale dell’Or.S.A. dei Servizi Sociali, Francesca Fusco. Da quella data, da quando fu siglato un accordo forzoso in Prefettura che permise di lasciare aperta la casa di riposo, la vicenda ha presentato mille problemi, sia per i lavoratori, costretti al part time dopo un anno di cassa integrazione e con stipendi al palo da cinque mesi, sia per gli anziani turbati dalle notizie fuorvianti che si susseguono e da un sevizio che peggiora di giorno in giorno.

“A tutt’oggi dopo i tanti incontri con l’amministrazione compreso quello del 23 giugno – continua la sindacalista -, ancora non c’è nulla di definito, tutto interlocutorio, si perde tempo in inutili contrapposizioni piuttosto che risolvere il problema. Riteniamo incomprensibile la ratio con cui l’amministrazione ha stilato l’elenco delle professionalità che dovrebbero restare a Casa Serena, insufficiente in termini di numero e poco attento alla qualità, all’anziano come utente, crediamo che per avere un servizio almeno sufficiente debbano essere non meno di cinquanta i lavoratori in forza. La centralità della scelta amministrativa sarebbe dovuta essere l’anziano e le sue esigenze, non l’imperante dio risparmio. Lasciare un vuoto politico sulle tematiche sociali da la possibilità agli azzeccagarbugli del palazzo di sintetizzare prospettiva amministrativa-politica e far nascere un mostro a più teste che non tenga conto della giustezza sociale ma di logiche in continuità col passato che mirano a tutelare gli interessi di pochi piuttosto che i soggetti deboli della nostra società”.
La Fusco, rappresentando il sindacato autonomo, descrive le richieste necessarie per evitare lo sfascio totale di Casa Serena, definita da tutti il fiore all’occhiello di questa città e per inchiodare l’amministrazione alle sue responsabilità. Si parla di: stilare un protocollo di intesa che incornici tutti i passaggi relativi ai trasferimenti dei lavoratori in altri servizi e l’eventuale rientro nella struttura di Montepiselli; garanzia di ricollocazione per tutti gli operatori; trasformazione del contratto da part time a full time; standards qualitativi da riservare agli anziani all’interno della struttura.
“Quali saranno le risposte a tutte queste richieste non è dato sapere – incalza la segretaria dei Servizi Sociali -. Si aspetta un’altra convocazione, un altro tavolo, unitario, separato, non si sa. L’auspicio è che sia risolutivo”. L’unico dato certo che proverà a far tirare un respiro di sollievo ai lavoratori è che il vicesindaco Signorino ha indetto un tavolo tecnico con il ragioniere del comune Cama per il piano di rientro dei lavoratori di Casa Serena giorno 30 giugno alle 12.30.

La tela di Penelope si tesseva di giorno e si scuciva di notte, anche questa vertenza ha le medesime caratteristiche, di giorno alcune informazioni, l’indomani altre, il tutto per strane alchimie.
L’Or.S.A. non ci sta a questo modus operandi e qualora uno dei lavoratori dovesse rimanere senza occupazione alzerà le barricate.

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