ESPRESSIONE TEATRO PORTA IN SCENA LA TRADIZIONE. GUARNIERI: “U TIATRU E’ TUTTU”. CARTELLONE E PROTAGONISTI

“Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male”: lo insegna Eduardo De Filippo, invitando a riflettere sulla magia dello spettacolo teatrale. Fin dal lontano 1984, Espressione Teatro, si pone questa prospettiva, con lo scopo e l’ambizione di coniugare emozioni e riflessioni, cultura e divertimento. L’edizione 2014/2015 intende segnare, nella continuità, un punto di svolta, un ampliamento di orizzonti e, sicuramente un ulteriore incremento di qualità.

Gli ingredienti ci sono tutti: attori, registi, opere. Prova ne sia la presenza di Enrico Guarneri, che si cimenterà in tre delle otto pièces in programa. Del gruppo teatrale Angelo Maio, diretto da Pietro Barbaro, che sarà protagonista di due spettacoli ben collaudati e di sicuro affidamento. Di Guia Ielo, con la Brigata d’Arte. Di Pino Caruso e Gianfranco Jannuzzo, autentici signori del palcoscenico.

In scena al Teatro Annibale, dimora privilegiata di Espressione Teatro da ormai 10 anni, saranno messi capolavori di Pirandello, Sciascia, Capuana, De Filippo. Con un’ulteriore novità: il turno pomeridiano del sabato, ulteriore elemento di comodità per gli abbonati e per chi vuole per la prima volta avvicinarsi alla rassegna. Oltre all’allestimento di alcuni spettacoli al Vittorio Emanuele (info e prenotazioni: 090 6406547, 347 6375248).

“Mi onoro di essere presente in un cartellone di tutto rispetto e di condividere le tavole del palcoscenico con attori di rilevanza nazionale come Gianfranco Jannuzzo, Debora Caprioglio, Guia Ielo ed il maestro Pino Caruso”, racconta, gentile e profondamente siciliano, Enrico Guarnieri ai lettori di Messina Ora. Il Litterio di fama nazionale sarà presente, come di diceva in premessa, con tre spettacoli su otto: “Gli abbonati sono in aumento nonostante la situazione economica avversa – prosegue – con un pizzico d’orgoglio, visto che nelle passate edizioni la mia presenza è stata massiccia, posso esclamare che io e Pietro Barbaro abbiamo seminato bene, lavorando in maniera professionale, oserei dire certosina, e con l’orecchio attento a quello che il pubblico in sala vuole”.

La buona riuscita di una rassegna di teatro si basa su una platea eterogenea, precisa Guarneri: “A fianco del metalmeccanico siede il portalettere, più dietro il bidello e il professore, il ricco a fianco del più povero, ognuno con i suoi gusti e le sue esigenze. Quando non è così è n’autra cosa. Se fossi davanti ad una platea composta da soli medici è come se stessi facendo un dibattito, un congresso. Non sarebbe più teatro”.

Enrico Guarnieri
Enrico Guarnieri

Si definisce artigiano del palcoscenico e improvvisamente cambia espressione. Dietro gli occhiali, si vedono brillare quegli occhi così espressivi che fanno di lui un attore: “Il teatro è e deve rimanere artigianato, al contrario del cinema, diventato industria grazie alle moderne tecnologie. Io mi sento uno che ripara mobili antichi, mi vergognavo di dire che non amo viaggiare, perché è sintomo di scarsa curiosità, ossia sinonimo di poca intelligenza, ma da quando ho saputo che anche Stanley Kubrick non si muoveva dalla sua residenza in Texas, per lavorare alle sue opere, non mi nascondo più. Io vivo di Sicilia e Sicilianità, di autori siciliani . Vorrei farli tutti, da Verga a Pirandello, da Sciascia a Brancati. Tanto materiale che si potrebbe impiegare per secoli di lavoro, introspezione, modifiche. Con Espressione Teatro cerchiamo di rappresentare questa essenza. Ovviamente non mi tiro indietro davanti a grandi opere internazionali, infatti attualmente sto portando in scena Harold Pinter con Il Guardiano”.

Le opere che lo vedranno protagonista sono L’uomo la bestia e la virtù, di Pirandello, Il Consiglio d’Egitto, meraviglioso romanzo di Sciascia, e Il Paraninfo, di Capuana. Scelte non casuali: “In obbedienza a quanto stabilito nel nostro gruppo teatrale, abbiamo cercato di interpolare una commedia della tradizione siciliana, quella di Capuana, a un capolavoro della letteratura siciliana, Il Consiglio d’Egitto, senza dimenticare il tocco internazionale. Questa è la strada che intendiamo seguire anche nei prossimi anni, proprio per venire incontro ai diversi gusti del pubblico”.

“I messinesi hanno già risposto bene”. e a loro Guarneri rivolge l’invito ad una riflessione: “Il pubblico non è mai sufficiente, noi vorremmo poter fare un altro turno in questo teatro. Forse ricordate una pubblicità progresso, in onda sulle televisioni nazionali, che diceva che acquistando un libro si aiuta la cultura italiana. E’ vero e aggiungo che lo si può fare anche acquistando un abbonamento al teatro”. “U tiatru è a vita, è la cultura – conclude – è la saggezza, l’intelligenza, è l’arma, pronta ma non cruenta, per denunciare e comunicare, per sensibilizzare e far sapere. U tiatru è tuttu. Il buon teatro, naturalmente”.

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