Guerra aperta tra Liberi Insieme e Democrazia Disabile, Smedile e Cerreti minacciano querela

Non tendono a placarsi le polemiche riguardanti i movimento Liberi Insieme e Democrazia Disabile. Alle esternazioni di Mario Midolo, ieri, sulla paternità del Mdd, replicano oggi Dino Smedile, responsabile comunale di Mli, e Roberto Cerreti, ex capogruppo nell’ultimo Consiglio provinciale della storia di Messina. E vola di tutto, perfino minacce di querela: “Seguendo le orme dei nostri padri costituenti, su Messina un gruppo di validi sognatori ha ipotizzato la realizzazione di una nobile associazione, Movimento Democrazia Disabile, e bene fa il signor Mario Midolo a rivendicare la titolarità ed a difendere un’associazione che un giorno forse verrà costituita e regolarizzata, che forse un dì avrà, oltre al succitato, qualche iscritto ed una sede, diventando appetibile per collezionisti di Onlus o simili”.

Smedile e Cerreti intendono chiarire “in maniera definitiva, in riferimento alle parole ‘in libertà’ proferite dal Midolo, che alcun interesse, soprattutto da parte degli scriventi, vi è nell’appropriarsi della associazione in oggetto ‘vista la considerazione di cui gode il movimento nell’opinione pubblica sia reale che virtuale, di esproprio da parte di persone’, considerato che alcun statuto è stato sottoscritto, ‘per lo meno personalmente’, da parte dei disabili ideatori amici del Movimento Liberi Insieme e che l’unica reale colpa che ci può essere attribuita è, sulla spinta emozionale dei nostri aderenti, di aver sostenuto, ospitato ed aiutato anche nell’elaborazione dei documenti e delle iniziative pubbliche l’ipotizzata e mai concretizzata associazione Mdd”.

I due esponenti di Liberi Insieme reputano “un’accusa infamante” l’avere asserito che “la regia occulta che si nasconde dietro un’operazione di inibizione dell’azione del sottoscritto la dice lunga sulla reale possibilità dei disabili di far sentire la loro voce politica senza che qualcuno provi a incanalare verso altri fini le loro istanze”. Accusa che, proseguono, “ci porta a tranquillizzare il fantasioso e soi-disant (sedicente. ndr) coordinatore di una bella idea naufragata nell’egoismo e nell’egocentrismo del singolo, circa la volontà dei disabili vicini alle nostre idee di rinunziare tranquillamente alla denominazione Democrazia Disabile, sigla tra l’altro inquinata da obbiettivi chiaramente speculari ad iniziative politiche e da inutili polemiche pubbliche fini solo a se stesse, e di contro, continuare il percorso iniziato concretizzando un’iniziativa alternativa disabile, basata su fatti ed obbiettivi reali, per concretizzare un processo di leale integrazione sociale per le fasce deboli del territorio provinciale messinese, nobile proposito che chiaramente non può essere basata né sul nome, né tanto meno su una ‘denominazione di origine non controllata’”.

“Infine – concludono – per le pretestuose e, a nostro avviso, infamanti parole proferite dal Midolo, ci riserviamo nei prossimi giorni di presentare opportuna querela a tutela dell’onorabilità del nostro movimento politico, da sempre ed anche a livello istituzionale e con fatti concreti, a servizio dei cittadini e soprattutto dei cosiddetti “ultimi” del nostro territorio provinciale”.

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