La città per Omayma, alle 19 fiaccolata promossa dal Comune

Il femminicidio di Omayma Benghaloum ha posto l’accento sul tema della violenza di genere, ma non solo.  Questa giovane donna uccisa barbaramente era essa stessa simbolo della migliore integrazione, col suo impegno per gli immigrati, la sua partecipazione alla vita sociale della città, il rispetto della propria identità con la mente e il cuore aperto alla cultura del paese che aveva scelto per crescere i suoi figli.

Una donna moderna, che il Comune vuole ricordare organizzando una fiaccolata che si terrà  sabato 12, dalle ore 19, a cui parteciperanno tra gli altri il sindaco, Renato Accorinti, e gli assessori, alle Politiche sociali, e alle Pari Opportunità, Nina Santisi e Patrizia Panarello, promotrici dell’iniziativa.

Il corteo, si muoverà da Piazza Antonello per raggiungere Piazza Unione Europea dopo avere percorso corso Cavour e le vie Tommaso Cannizzaro, Cesare Battisti e Garibaldi. Omayma Benghaloum, per la quale l’assessore Panarello ha proposto nei giorni scorsi l’intitolazione di una strada della città di Messina, era una donna che pensava al futuro delle sue quattro bambini. Di loro adesso si sta occupando il dipartimento dei servizi sociali, assicurando la cura necessaria in una comunità protetta, dove sono ospitate tutte insieme in attesa delle decisioni da parte del Tribunale dei minori.

Seduta ad una scrivania, aiutava le persone e col suo sorriso elencava i documenti occorrenti per risolvere le pratiche e fungeva da tramite per risolvere le questioni, anche le più complicate. Molto attiva soprattutto durante gli sbarchi dei migranti, col suo sapere e le grandi doti di ascolto e dialogo. Ancora più sensibile nel momento in cui nei minori migranti vedeva piccoli bimbi come la sua Nesri. Era una persona straordinaria, vivace, dinamica, propositiva, che amava il dialogo e il confronto anche su certi argomenti tabù come la religione.

Anche all’Università è stata accolta l’iniziativa di tenere un “posto occupato” per ricordarla in un luogo “dove avrebbe potuto andare e dove non potrà mai più esserci”.

Alla fiaccolata aderisce anche il CEDAV – centro donne anti violenza – di Messina, che chiede a tutte le donne e agli uomini di Messina, che condannano con fermezza il barbaro gesto, di essere uniti e di gridare senza remore che la violenza sulle donne e’ un crimine contro tutte noi e contro l’umanità.
“Partiamo dall’unità per Omayma  – dichiara Carmen Currò – per trovare, anche a Messina, in futuro, parole e azioni che ci avvicinino, aiutando le vittime e stigmatizzando qualsivoglia manifestazione di umiliazione e mortificazione della libertà femminile”.

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