Un anno fa l’incendio alla Ram: l’ADASC, “sulla qualità dell’aria dati ancora preoccupanti”

L’ “A.D.A.S.C.” – Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini e il Coordinamento Ambientale Milazzo Valle del Mela, ad un anno dall’incendio sviluppatosi all’interno della Raffineria di Milazzo, hanno diramato una nota per ribadire che ” a tutt’oggi non si conoscono le risultanze delle eventuali azioni intraprese come annunciato da Ministri, Onorevoli e Istituzioni. Siamo solo a conoscenza di un’indagine da parte della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto”.

“Fra i cittadini residenti è ancora impressa nella mente quella “notte di fuoco” – dichiara il Presidente Peppe Maimone – e  anche adesso ogni qualvolta si verifica un disservizio, una fumata, uno sfiaccolamento all’interno delle industrie presenti nel polo industriale, ma anche la presenza di odori molesti, la popolazione si allarma perché ha paura che si possa verificare un episodio analogo.”

Diverse Associazioni, comitati e movimenti spontanei di cittadini all’indomani dell’incendio che ha interessato il serbatoio TK 513 hanno chiesto con forza l’intervento delle Istituzioni di ogni ordine e grado.

“Dopo l’incendio la Parrocchia di Archi – continua Maimone – in collaborazione con il Coordinamento Ambientale Milazzo Valle del Mela ha affittato una centralina di monitoraggio delle polveri PM2,5, gestita da Epidemiologia e Prevenzione che ha rilevato, in alcune circostanze, dati preoccupanti.

A breve, grazie all’interessamento dell’Associazione ADASC verrà istallata un’altra centralina di monitoraggio della qualità dell’aria per avere maggiori informazioni sullo stato di salute dell’ambiente”.

Le richieste riguardavano l’urgente definizione del Piano di Emergenza esterno Comprensoriale ai sensi del D.Lgs. 334/99 e ss.mm.ii. con l’avvio delle previste consultazioni delle popolazioni interessate; l’immediata neutralizzazione e rimozione di serbatoi che insistono nelle vicinanze di abitazioni civili;  una urgente verifica della compatibilità degli impianti a rischio di incidente rilevante con tracciati autostradali, stradali e ferroviari; il dirottamento del traffico veicolare dei mezzi adibiti al trasporto di qualsiasi sostanza in transito da e verso le industrie in snodi lontani dal centri abitati; effettuare uno studio sul rischio di incidente rilevante nella sua complessità (considerando anche gli impianti per la produzione di idrogeno, Lc-Finer, serbatoi di GPL etc) esteso alle quattro industrie ad incidente rilevante presenti sul territorio di Milazzo e della Valle del Mela, valutando anche l’eventuale “effetto domino” a cura del Ministero degli Interni e alla Commissione Nazionale per la previsione e prevenzione dei Grandi Rischi; coinvolgere tutte le Amministrazioni dell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale e del Sito di Interesse Nazionale delle Bonifiche, durante l’iter istruttorio per le Autorizzazioni Integrate Ambientali e durante le procedura per il rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione di altri impianti e/o industrie potenzialmente insalubri per la salute pubblica; l’immediata comunicazione con adeguata pubblicità ed in forma comprensibile, delle risultanze dei controlli sanitari ed ambientali previsti dalla normativa vigente effettuati immediatamente dopo l’incidente e precisamente quelli di competenza di: ARPA, ASP, ISPRA; pianificare ed effettuare campagne di monitoraggio nelle zone urbane e rurali del comprensorio a breve e a lungo termine compresi i controlli sulla catena alimentare.

Inoltre rendere pubblici i verbali di sopralluogo e le delibere redatti dal Comitato Tecnico Regionale Sicilia; implementare la  rete di monitoraggio delle matrici ambientali gestita esclusivamente da Arpa Sicilia che tenga conto di tutte le variabili; è il fondamentale controllo in tempo reale dei dati emessi direttamente al camino da ogni singolo impianto funzionante e la pubblicazione dei dati con mezzi efficaci di comunicazione.

“A tale scopo sarebbe auspicabile la creazione di un punto Arpa direttamente in uno dei Comuni del comprensorio – ribadisce Maimone – Attuare uno screening tossicologico con campionamento su vasta scala da effettuare sulla popolazione a rischio e sollecitare l’intervento del Dipartimento Epidemiologico della Regione Siciliana, dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per indagini sanitarie ed epidemiologiche a breve a medio e a lungo termine sulla popolazione residente;  redigere  un progetto per lo sviluppo alternativo dell’intera Area Industriale di Milazzo-Valle del Mela con il coinvolgimento delle Università Siciliane, degli ordini dei professionisti e delle Associazioni Ambientaliste; realizzare  un dissalatore per evitare il prelievo di acque di falda”.

Le Associazioni inoltre hanno richiesto l’approvazione e il finanziamento del Piano di Risanamento del Comprensorio del Mela e l’avvio di una seria attività di bonifica e di riqualificazione ambientale del Sito di Interesse Nazionale; il potenziamento ed adeguamento delle strutture sanitarie territoriali deputate ad affrontare le emergenze, la prevenzione e la cura di patologie croniche degenerative e neoplastiche;  predisporre  programmi periodici di ricerca, volti ad accertare il grado di percezione e consapevolezza relativa ai rischi ambientali ed eventuali conseguenze sulla popolazione residente; introdurre la Valutazione di Impatto Sanitario e la Valutazione del Danno Sanitario – da affiancarsi alla Valutazione Ambientale Strategica, all’Autorizzazione Integrata Ambientale e alla Valutazione d’Impatto Ambientale e l’aggiornamento del Testo Unico dell’Ambiente rivedendo i valori di riferimento degli inquinanti in base alle linee guide indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nelle Aree ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale e Siti di Interesse Nazionale.

 

 

 

 

 

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