Dieci anni dei “Grilli dello Stretto”. Di Maio a Messina: la democrazia passa da Rousseau

C’è la parlamentare regionale Valentina Zafarana insieme al collega dell’Ars Salvatore Siragusa, ci sono i deputati Francesco D’Uva e Alessio Villarosa con l’ onorevole Giulia Grillo e l’europarlamentare Ignazio Corrao; ma soprattutto c’è il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio. Tutti in piedi davanti alla stampa, dopo un minitour della città, in occasione del quale, tra visite guidate e incontri con i lavoratori, i 5 Stelle, hanno risposto alle domande dei giornalisti prima di passare nella grande sala dell’Officina dove, un nutrito gruppo di sostenitori del movimento era pronto ad accoglierli per festeggiare i dieci anni de “I Grilli dello Stretto”.

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Siamo al cospetto di una vera e propria desertificazione del nostro territorio”, esordisce la deputata dell’Assemblea siciliana che spazia menzionando i principali problemi di casa nostra: trasporti, infrastrutture, tir, sanità, traghettamento. Una delle proposte dei pentastellati riguarda proprio quest’ultimo argomento: “caricare le vetture in un’unica soluzione è una pratica già in uso altrove ed è un’idea propugnata insieme al movimento #ilferribottenonsitocca”. Non è mancato un riferimento al tema assai caro alla Zafarana che denuncia: “la chiusura dell’ospedale Piemonte. Perchè le cose amo chiamarle col loro nome”. E ancora “ponte sì o ponte no”, tema che torna ad essere riproposto “ciclicamente appena nell’aria si respirano nuove elezioni”.

Non crediamo all’idea di un ponte che attraversi uno Stretto al di qua e al di là del quale vi sono fin troppe infrastrutture da migliorare quando non addirittura da realizzare di sana pianta”, commenta l’onorevole Di Maio che  bacchetta Matteo Renzi su questa faccenda: “Dice si farà ma che prima ci sono delle altre urgenze. Così tiene buoni i cittadini che si sentono abbandonati per via di una totale assenza di programmazione per il Sud e al contempo anche il Nuovo CentroDestra”. E a proposito dei piani di sviluppo, il numero due di Montecitorio ci si sofferma: “Ne sento parlare di continuo. Si propongono fondi europei come se fossero delle concessioni quando invece ci spettano di diritto” . E dice “ci” perché parla da meridionale Di Maio, avellinese, classe 1986. Etichetta come “guerra tra le bande del Pd” quelle che animano e motivano le misure di questo Governo, reo di gestire le vicende del Paese in funzione alle sue bagarre interne.

Vicende delle quali ci si potrebbe anche non interessare, poiché appartengono ad un partito che non è quello dei grillini, se solo non si traducessero in “danni per molte regioni del Sud”, chiarisce il parlamentare che menziona i casi della Basilicata e della Puglia, per fare qualche esempio. “L’unico con cui Renzi va d’accordo è De Luca e infatti i patti li va a firmare a Napoli”. Deve cambiare l’atteggiamento e quindi bisogna ribaltare la maggioranza per il membro del cosiddetto direttorio : “nome che ci è stato affibbiato ovviamente”, puntualizza.

Villarosa-D'Uva

Messina come “periferia dell’Impero”, per dirla alla D’Uva; Messina come porta di una regione che “dovrebbe essere strategica e a cui sono sempre stati destinati un sacco di fondi”, afferma l’Europarlamentare siciliano Corrao. “Il problema è la gestione di queste somme, sin ora, profondamente mal gestite”. Ma “si può costruire un futuro che passa da una corretta e lungimirante programmazione che possiamo fare con un buon governo”, ossia spodestando la classe di potere attualmente a Palazzo D’Orleans, per intenderci. I 5 Stelle si sentono pronti a correre per la poltrona che oggi occupa Rosario Crocetta e che già, alle ultime regionali, era stato conteso da chi è poi divenuto numero uno dei portavoce all’Ars, Giancarlo Cancellieri, geometra di Caltanissetta che vanta grande consenso. “Il movimento cresce ed è sempre più forte perché sempre più persone si attivano”, prosegue Francesco D’Uva che rivolge un invito alla cittadinanza: “noi ci riuniamo ogni giovedì sera. Raggiungeteci, confrontiamoci, andiamo avanti insieme”. Così i parlamentari che, rispondono a qualche domanda prima di raggiungere i loro ospiti-paganti che li attendono per la serata di beneficenza nella sala di fianco. “E’ il nostro modo di finanziare la nostra attività”, spiegano quando gli si chiede perché promuovere un evento a pagamento.

Ecco Rousseau!

Prima di andare via viene presentata una delle prime innovazioni postCasaleggio, un nome che resta radicato nel movimento non solo per l’enorme importanza che il “guru” Gianroberto ha rappresentato per la nascita e lo sviluppo di questo progetto politico, ma anche per il ruolo del figlio Davide, sin dalla prima ora (quindi non è una novità), tra i responsabili della gestione del web: si tratta di Rousseau “il primo passo verso un’organizzazione unica di tutti gli strumenti di democrazia diretta e di organizzazione on line che ha portato il MoVimento 5 Stelle alla principale forza di opposizione del Paese e forse la prossima a governare”, così lo definiva in un post recente, prima della sua morte, il cofondatore del gruppo.

Il mio dispiacere è non essere riuscito a pubblicare Rousseau, il Blog delle Stelle e ad annunciare in tempo l’associazione, anche se lui sapeva che tutto era pronto – scrive il figlio di Gianroberto, Davide -. Oggi sento la necessità di intestare a mio padre questa entità. Per questo oggi annuncio l’utilizzo dell’Associazione Rousseau fondata con mio padre per i mesi necessari a creare e far riconoscere la Fondazione Gianroberto Casaleggio in cui farò confluire le attività dell’associazione. Per chiarezza e coerenza le mie attività per queste entità rimarranno sempre a titolo gratuito”, conclude l’esperto di comunicazione.

Ma Rousseau, inteso come piattaforma web non è una novità: in realtà è lo strumento che già tempo viene usato per “richiedere agli iscritti di partecipare e di contribuire con suggerimenti, critiche, proposte, evidenziazione di eventuali errori”, spiegava sul suo blog Beppe Grillo già lo scorso anno. In più, adesso, stando alla presentazione resa oggi da Di Maio, sarà potenziato per risultare utile alle consultazioni ad ogni latitudine: dalle decisioni relative i piccoli comuni amministrati dai 5 stelle o in cui essi sono opposizione, fino alle macroquestioni nazionali e internazionali. Un modello di democrazia partecipativa sempre più simile a quella diretta della polis di classica memoria in cui è il cittadino a dire la sua sui principali argomenti, senza passare sempre e comunque, da rappresentanti a cui firmare deleghe in bianco.

@eleonoraurzimondo

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