Arriva la polizia alla Manzoni e “libera” la disabile picchiata dalla maestra di sostegno

di Gianfranco Pensavalli – Alle 11,10 al plesso Manzoni è piombata la polizia e la querelle sulla maestra di sostegno che è stata accusa di aver tirato i capelli e fatto male a un’alunna con gravissima disabilità si è conclusa. Come?  Con la firma  senza indugio della richiesta di ricollocazione in altra scuola di Maria Grazia, della gemellina e, fatto nuovo, anche del fratello più grande, anche lui con disabilità d’apprendimento e che frequenta la Media.

Il cronista ha toccato con mano che possono davvero esistere la scuola  (minuscolo, ovvero quel circo barnum di indifferenza in mano a Rosalia Schirò e al suo contorno) e la Scuola, fatta di uomini e donne che sanno innanzitutto regalare sorrisi, che – sotto la regia di Egle Cacciola– riqualificano e rilanciano la Cannizzaro-Galatti.

Dunque: Maria Grazia e la gemellina Maria Pia dal 14 settembre frequenteranno la Quarta A in via Giurba e il fratello Gabriele la Seconda Media, sezione D. La loro mamma, la combattiva Antilia, ha già incontrato le nuove insegnanti.

Insomma, dopo le lacrime uno spiraglio di speranza. Ma perché è intervenuta la polizia alla Manzoni? Necessario fare un riassunto della vicenda.

Mamma Antilia il 18 aprile scorso aveva protocollato un atto di denunzia avente per oggetto i maltrattamenti della maestra Francesca L. ai danni dell’alunna  Maria Grazia I. che è affetta da sindrome di Goldenhar, malattia rarissima. Per non creare traumi ulteriori, decide di far concludere l’anno scolastico sempre alla Pirandello e rinviare al nuovo anno scolastico ogni decisione.

Ma quando il 4 settembre viene a sapere che la maestra Francesca sarà ancora  “il sostegno” a Maria Grazia, fa presente alla dirigente Schirò che è venuto meno  il rapporto fiduciario.

Viene riconvocata per stamattina, ma alle 9 scopre che ieri la dirigente Schirò è stata ricoverata in ospedale. E, inoltre, è accusata da alcune insegnanti di aver provocato – con il suo comportamento e la denuncia- notevole tensione alla Schirò.

Dài, c’è pur sempre una vice. Si chiama Vecchio. Ma ha ben altro a cui pensare, ovvero una riunione docenti- genitori.

Gli animi si surriscaldano, anche perché la verità è che la scuola (minuscolo, prego) odia che ci siano testate come Messinaora che denunziano i fatti.

“Doveva contattare un avvocato, non un giornalista. Anzi, quel giornalista…”. Mamma Antilia capisce e chiede il nulla-osta. E decide che non può più tenere il figlio alla Media Manzoni.

“Tra sette giorni avrà il nulla-osta”, le urla una tipa che sembra uscita da una vignetta cattivella sul mondo scolastico. “Anzi, ritiri la denunzia. E’ meglio per lei”.

Dietro i vetri, chi verga queste note assiste a scene poco commendevoli. Poi l’arrivo della “volante”, con i poliziotti quasi fradici sotto la pioggia perché  nessuno riesce ad aprir loro, i benedetti nulla-osta e l’ingresso nell’Eden di Egle Cacciola.

Ma adesso è roba da ispettori ministeriali. E i riflettori su Maria Grazia si riaccenderanno perché deve andare in America  per una costosissima operazione.

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