Catturato il calabrese Pelle, tra 100 ricercati più pericolosi: finse anoressia per evadere

Si nascondeva in un bunker sotterraneo nella sua abitazione a Bovalino, in provincia di Reggio Calabria, Antonio Pelle, ritenuto il capo della cosca di San Luca, conosciuto come ‘La mamma’, bossinserito nell’elenco dei 100 ricercati più pericolosi.

Pelle è stato arrestato questa mattina dagli uomini della Squadra Mobile di Reggio Calabria: era latitante dal 2011, da quando era fuggito dall’ospedale di Locri fingendo di essere anoressico.

In particolare, nel 2011 era riuscito a farsi ricoverare a Locri, dopo aver perso molti chili in carcere e a seguito di un malore. Ma l’anoressia, secondo quanto accertarono gli inquirenti, sarebbe stata indotta da pillole dimagranti assunte di proposito.

Pelle deve scontare una pena detentiva di 20 anni e un mese di reclusione per i reati di associazione mafiosa, coltivazione illecita di sostanze stupefacenti, ricettazione, evasione e detenzione abusiva di armi e munizioni.

Il super-latitante è ritenuto inoltre il boss che capeggia la cosca ritenuta responsabile della ‘Strage di Natale’, avvenuta nel 2006, dove trovò la morte anche Maria Strangio. Un omicidio avvenuto nell’ambito della faida che, ormai dal 1991, insanguina San Luca e che è culminata nella strage di Duisburg, in Germania, il 15 agosto del 2007 in cui furono uccisi sei presunti affiliati della cosca Pelle-Vottari.

La faida vede infatti contrapposte le cosche Vottari ‘Frunzu’, Pelle ‘Vancheddu’, Romeo ‘Stacchi’ da un lato, e Strangio ‘Janchi’ e Nirta ‘Versu’ dall’altro.

Secondo gli investigatori, “è considerato attuale vertice operativo della cosca Pelle-Vottari, operante nell’entroterra di San Luca, già contrapposta negli anni alla consorteria mafiosa dei Nirta-Strangio, con cui aveva dato vita a una sanguinosa faida, culminata con la strage di Duisburg”. (Adnkronos)

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