Taormina: rubano vini pregiati per 40 mila euro, arrestati dai Carabinieri

Alle prime luci dell’alba, a Biancavilla ed Adrano, i carabinieri della Compagnia di Taormina in collaborazione con quelli di Paternò hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Messina – su richiesta della Procura peloritana – per i reati di furto aggravato in concorso e tentata estorsione sempre in concorso nei confronti di Salvatore Santangelo di 39 anni residente ad Adrano, Alfio Petralia e Antonino Nicosia di 48 e 25 anni residenti in Biancavilla.

L’operazione denominata “Tiramisù” e condotta dagli uomini dell’Arma, nasce nel maggio 2016 quando dei soggetti – dopo essersi introdotti con il viso coperto da passamontagna – e all’interno del noto ristorante di Taormina “Tiramisù”, danneggiando il lucchetto d’ingresso, l’allarme e il sistema di videosorveglianza interno ed esterno, si sono impossessati di circa 200 bottiglie di vini pregiati per un valore di 40.000 euro circa.

Estremamente violente le azioni dei malviventi: la vetrina posta a protezione di vini completamente in frantumi, il sistema d’allarme sradicato dal muro e lanciato, per essere annullato, all’interno di un bidone contenente dell’acqua, il lucchetto e la porta laterale sinistra distrutta.

Il locale era stato completamente messo a soqquadro e quasi distrutto.

Gli autori, peraltro, non hanno esitato a richiedere il pagamento di un riscatto minacciando, e in caso contrario, la distruzione dell’intera refurtiva. Un metodo che in gergo si definisce del “cavallo di ritorno”, che in questo caso colpiva uno dei settori tipici della cittadina ionica, ovvero la ristorazione di qualità.

In seguito alla denuncia sporta dal proprietario i militari hanno iniziato un’intensa indagine che ha portato presto all’individuazione dei tre soggetti arrestati.

Le indagini hanno accertato come il mandante del colpo fosse il Santangelo, mentre gli altri erano stati materiali esecutori: il Petralia in particolare, era il palo e l’ autista dell’autovettura utilizzata per caricare e trasportare la refurtiva.

Catturati gli autori del reato gli stessi venivano condotti rispettivamente il Santangelo presso la Casa Circondariale di Catania “Piazza Lanza” gli altri due presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari a disposizione dell’ Autorità Giudiziaria di Messina.

 

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