FORUM: “La Macroregione Mediterranea Centro-Occidentale” (MMCO).

Con il Patrocinio dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti dell’Università di Messina, in collaborazione con il Collegio Amministrativo Ferroviario Italiano (CAFI), con il Gruppo MMCO, con numerose Associazioni, Club Service e organizzazioni di varie regioni d’Italia si è svolto sabato 7 aprile 2018 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Messina il FORUM su “La Macroregione Mediterranea Centro-Occidentale” (MMCO).

 

Dopo i saluti delle autorità, sono intervenuti Giuseppe Valerio Presidente dell’A.I.C.C.R.E. Puglia, Alfonso Polto Presidente del Rotary Club Messina, Domenico Magliarditi Presidente del Kiwanis Club Milazzo e Sergio di Giacomo a nome dell’Associazione Culturale Antonello.Sergio Bertolami, Patrizia Causarano, Giovanni Saccà, Cosimo Inferrera presentano l’idea progetto MMCO

L’avv. Patrizia Causarano ha ricordato come l’istituto della macroregione sia uno strumento della Comunità Europea, nato con lo scopo di favorire la partecipazione al processo decisionale non solo degli Stati ma anche delle Regioni, degli Enti Locali e della società civile in aree circoscritte dello spazio europeo.

 

La strategia UE per la Macroregione del Mar Baltico (EUSBSR) coinvolge otto Stati membri (Svezia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Lettonia, Lituania e Polonia), riuniti dalla comune necessità di affrontare sfide specifiche attinenti alla macroregione, con particolare attenzione per la situazione ambientale del Mar Baltico. La strategia, aperta alla cooperazione con i Paesi vicini Russia e Norvegia, non appartenenti all’Unione Europea ha tre obiettivi principali: salvaguardare il mare, potenziare le infrastrutture per migliorare i collegamenti all’interno della macroregione e accrescere il benessere dei cittadini, anche combattendo la criminalità. La strategia UE per la Macroregione del Danubio (EUSDR) coinvolge nove Stati membri dell’UE (Germania, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia, Bulgaria, Romania e Croazia) e cinque Paesi extra‐UE (Serbia, Bosnia‐Erzegovina, Montenegro, Ucraina e Moldavia) ed ha quattro ambiti prioritari: promuovere i collegamenti nella regione del Danubio; proteggere l’ambiente; creare prosperità e rafforzare la regione anche dal punto di vista della sicurezza.

La strategia UE per la Macroregione Adriatica e Ionica (EUSAIR) coinvolge 8 paesi di cui 4 stati membri UE (Italia, Slovenia, Croazia, Grecia) e 4 stati non membri (Montenegro, Albania, Bosnia Erzegovina, Serbia). Le regioni italiane coinvolte sono tutte quelle bagnate dall’Adriatico e dallo Jonio, ed inoltre comprendono la Lombardia, il Trentino Alto Adige e l’Umbria. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di promuovere una crescita sostenibile in termini economici e sociali della macroregione, supportando al contempo il processo di integrazione dei paesi balcanici dell’area. La strategia riguarda principalmente le opportunità dell’economia marittima: i trasporti mare – terra, la protezione dell’ambiente marino, il turismo sostenibile e la connettività nel campo dei trasporti e dell’energia.

La strategia UE per la Macroregione alpina (EUSALP) coinvolge cinque paesi membri UE (Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia) e due non appartenenti alla UE (Liechtenstein e Svizzera) per un totale di 48 regioni. La strategia comune interessa tre settori politici tematici orientati all’azione e un’area trasversale. Il primo è quello della crescita economica e dell’innovazione mediante attività di ricerca su prodotti e servizi specifici della regione alpina, poi la connettività e la mobilità, con il miglioramento della rete stradale e ferroviaria e l’espansione dell’accesso a Internet via satellite nelle aree remote.  

Sull’esperienza delle quattro macroregioni esistenti è nata l’idea di proporre l’istituzione della MMCO

 

Prof-Cosimo-Inferrer
Prof-Cosimo-Inferrera

Il Prof. Cosimo Inferrera, emerito dell’Accademia, già patologo universitario, da qualche anno dedito allo studio dei problemi del territorio meridionale ha sottolineato come dall’istituzione della MMCO debba finalmente emergere <il focus> della futura politica interna ed estera nazionale. Da quasi XX secoli Strabone, geografo storico e Paolo D’Agostino Orsini di Camerota scrivono le stesse cose.  

 

 

Sergio Bertolami - Patrizia Causarano - Giovanni Saccà - Cosimo Inferrera.
Sergio Bertolami – Patrizia Causarano – Giovanni Saccà – Cosimo Inferrera.

L’ing. Giovanni Saccà, responsabile del Settore Studi e Trasporti Ferroviari C.A.F.I., ha evidenziato l’importanza dei corridoi europei della rete TEN-T e dei corridoi del nord Africa della rete TMN-T in corso di realizzazione e del loro futuro legame. I paesi del Maghreb si stanno industrializzando migliorando le infrastrutture e le comunicazioni nel rispetto degli standard internazionali, allo stesso modo di quanto avviene in Europa. La simbiosi nella regione mediterranea è sempre stata forte e gli investitori cercano opportunità in aree ricche di idee, di energia e di sotto occupazione. È necessario cogliere tali opportunità, eliminando gli ostacoli che rallentano lo sviluppo socioeconomico dei paesi rivieraschi del Mediterraneo Centro Occidentale. Tra gli obiettivi della MMCO ci sono una maggiore integrazione culturale, la tutela ambientale, la ricerca scientifica, l’innovazione, i sistemi energetici, la connettività territoriale, la mobilità urbana sostenibile, la lotta alla criminalità interna ed esterna.

L’arch. Sergio Beltrami ha realizzato la rivista “Esperienze Mediterranee”, presentata durante il FORUM quale organo ufficiale del qualificato Gruppo di studio e di ricerca che promuove la costituzione della MMCO. Di efficace impatto visivo e gradevole consultazione può essere scaricata gratuitamente tramite PC, tablet e smartphone, utilizzando l’indirizzo http://www.experiences.it/; la rivista può essere diffusa liberamente. Sul primo numero sono stati pubblicati 16 articoli di esperti che illustrano vari aspetti relativi all’iniziativa. Sul secondo numero saranno pubblicati gli atti del Forum sulla MMCO del 7 aprile, tenutosi presso l’Università degli Studi di Messina.

Il vice presidente della Regione Sicilia, On. Prof. Gaetano Armao ha quindi sottolineato la grande importanza del progetto macroregionale non solo per l’Isola, ma per il meridione d’Italia, e più in generale per tutta l’area del Mediterraneo Centro Occidentale. Richiamandosi alla “Dichiarazione di Palermo”, sottoscritta il 15 maggio 2010 da 50 istituzioni e da 20 paesi. Egli ha concordato sulla necessità di correggere la globalizzazione attraverso la messa in opera di modelli alternativi, partendo dal rilancio del partenariato euro-mediterraneo e puntando sulla tutela e valorizzazione della persona, dei territori e dell’economia reale.

Da qui tutti i relatori hanno concordato che i tempi siano maturi per la costituzione della Macroregione Mediterranea Centro Occidentale. L’eurodeputato Michela Giuffrida della Commissione Sviluppo Regionale del Parlamento Europeo, relatrice del rapporto sulla Macroregione Adriatica–Ionica,  e l’eurodeputato Andrea Cozzolino, vice-Presidente della Commissione per lo Sviluppo Regionale del Parlamento Europeo hanno lodato l’iniziativa e si sono impegnati a promuovere un nuovo Forum internazionale a Napoli, in altre Città Metropolitane del Sud e infine a Bruxelles dove dovrebbero intervenire i rappresentanti di tutte le Regioni interessate, che in tale occasione potrebbero sottoscrivere appositi impegni da inoltrare ai rispettivi governi, all’Unione Europea e all’Unione del Mediterraneo.

 

 

La Strategie per il Mediterraneo, sotto l’abile, lucida guida del moderatore Andrea Piraino, Ordinario di Diritto Costituzionale dell’Università di Palermo sono state illustrate da Giovanni Ardizzone, già presidente ARS, il quale ha sottolineato il possibile ruolo chiave svolto dalle Città Metropolitane nell’edificazione della MMCO, in cui grazie all’interazione costruttiva, pensata e condotta a buon fine con Catania, la Città di Messina è riuscita ad inserirsi fra le Città Metropolitane. 

Prof Maurizio Ballistreri

Maurizio Ballistreri, già deputato al Parlamento siciliano, professore giuslavorista dell’Università di Messina, discussant della Sessione ha concluso. “Tra le ipotesi per rilanciare il Mezzogiorno è molto suggestiva, ma anche fondata, quella relativa alla realizzazione di una Macroregione Mediterranea Centro-Occidentale. Un’ipotesi che consentirebbe al Sud complessivamente di aumentare la propria consistenza sia demografica che economica, conferendogli, finalmente, soggettività politica. In questa prospettiva, una Macroregione del Sud d’Italia integrata con le aree territoriali del Maghreb e dell’Europa latina, potrebbe costituire il punto di incontro delle nuove rotte della globalizzazione, segnate dall’ormai prepotente ruolo della Cina, ma anche dall’emergere di alcune potenze africane, che hanno già ridefinito l’asse geopolitico ed economico verso il Sud del globo. Un nuovo quadro internazionale che potrebbe dare un ruolo significativo alla Sicilia e alla Calabria, in una logica di interazione con il Sud d’Europa (segnatamente con parte della Spagna) e di partnership con il Nord d’Africa, per intercettare merci e capitali che provengono dalle aree di nuovo sviluppo del mondo, in una logica di nuova centralità del Mediterraneo.   

Durante la tavola rotonda pomeridiana si è discusso sul ruolo dal <nuovo orizzonte Sud> Adriatico-Ionio -Tirreno dalla costituenda MMCO sotto la guida magistrale di Giuseppe Campione, già ordinario di Geografia politica dell’Università di Messina, Accademico onorario dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti, già Presidente della Regione Sicilia. “Siamo stati l’America dell’antichità” – diceva Lampedusa – e noi saremo il cuore della ritrovata mediterraneità. Così il Maestro all’attento uditorio, in estrema sintesi sul nocciolo della MMCO. E aggiunge: “Il Mediterraneo, intorno alla stupenda meravigliosa architettura che viene per noi da millenni, quella dello Stretto intangibile, non potrà mai diventare una servitù di passaggio!”

  

Annika Patregnani, Architetto Presidente Biennale Habitat «Mediterraneo Patrimonio dell’Umanità» propone a “Quelli del 7 Aprile”, promotori della MMCO, la sottoscrizione di un Patto per il Mediterraneo, quale documento di pensiero politico e programmatico, di condivisione e implementazione di contenuti e valori per una rinascita dell’area mediterranea, dove i temi delle identità, delle culture, dei linguaggi, delle innovazioni, dei patrimoni ambientali e storici, tutti possano trovare espressione in progetti lungimiranti e in una convergenza di obiettivi e di azioni rivolti al futuro in versione sostenibile, unica via reale di crescita per mantenere equilibri di Pace e di benessere diffuso.  A tal fine è necessario e urgente in questa fase di riassetto di posizioni e di rinnovato pensiero politico cercare un equilibrio tra le istanze d’identità e le dinamiche globali; e dunque creare un vero e proprio <Polo Geopolitico per il Mediterraneo> che accolga questa sfida. Per tale scopo la Biennale Habitat suggerisce di costituire un <Consiglio di Cooperazione Mediterraneo> che a partire dal Forum di Messina possa raccogliere e veicolare le migliori energie e le migliori intelligenze, in aperta sintonia con i principi di condivisione culturale, base di ogni crescita di civiltà e di comunità. Il Consiglio di Cooperazione Mediterraneo potrebbe avere i seguenti ruoli: cabina di regia per il coordinamento delle fasi di sviluppo della MMCO (ampliamento inclusivo dei partner pubblici e privati selezionando gli attori sociali e i portatori di interesse economico, implementazione della partecipazione pubblica ai processi decisionali); incubatore multi-tematico per un efficace supporto alle progettualità che nascono dalla sinergia tra società civile, scientifica, culturale e le istituzioni locali e regionali aderenti all’iniziativa macro-regionale

 

Attaguile-Campione-Patregnani-Abbati
Attaguile-Campione-Patregnani-Abbati

Il secondo panel di lavori è stato concluso dal prof. Bruno Sergi dell’Università degli Studi di Messina e della Harvard University.  Dopo aver commentato i passaggi più rilevanti tratti dagli interventi del moderatore della sessione di lavori, prof. Campione, e dei tre relatori, il prof. Sergi ha discusso il tema delle politiche regionali europee e, non di meno, affrontato quello delle nuove macroregioni europee. Pur in presenza di una valida e innovativa opportunità di crescita all’interno della recente e ambiziosa politica di coesione dell’UE, le nuove strategie richiedono sforzi di precisa elaborazione progettuale e puntuale implementazione quale necessario passaggio per garantire chiari risultati di breve, medio e lungo termine.

Le conclusioni sono state tratte con il ben noto acume e la solita verve creativa da Geri Villaroel, Giornalista, Romanziere, illuminato, instancabile Direttore della rivista periodica mensile “Moleskine”, che da anni svolge insostituibile ruolo di conoscenza e divulgazione, di suggestioni e ricordi, di opinioni e immagini, luoghi e personaggi di Messina e del suo circondario, traendone spunti di rilevante interesse con articoli di notevoli contenuti socio-culturali per una rinnovata visione dell’Area dello Stretto di ieri, di oggi, di domani. Per questi meriti l’Associazione Culturale Antonello gli ha dato un significativo riconoscimento.

Cosimo Inferrera, Accademico emerito, già Patologo presso l’Università degli Studi di Messina ha espresso sincera gratitudine per l’ospitalità concessa sulla rivista Moleskine ai suoi articoli nel corso degli anni.

Alla fine, tutti i presenti hanno riconosciuto con un caloroso applauso al Prof. Cosimo Inferrera e a <Quelli del 7 Aprile> che instancabilmente si sono prodigati per la buona riuscita dell’evento.

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