Democrazia multietnica e multireligiosa: nasce a Messina la Consulta delle culture

La Consulta delle Culture è uno strumento di partecipazione democratica, multietnico e multireligioso, che svolge funzioni consultive e propositive per l’attività dell’amministrazione comunale. Insieme alle delegazioni delle principali comunità locali la lista Renato Accorinti Sindaco si è fatta promotrice della nascita di questa esperienza già attiva nei comuni di Catania e Palermo, organizzando un incontro che si è svolto ieri nella sala Ovale di Palazzo Zanca.
Presenti nel comitato promotore Guglielmo Sidoti, Palmira Mancuso, Iman Sadeq, Maria Franzò, Antonina Angileri e Musa Ferizaj candidati al consiglio comunale, e i rappresentanti di alcune delle comunità locali e delle associazioni che vogliono contribuire a rendere attiva e rappresentativa la consulta.
Tra questi: Mohamed Refat, Roshan Rupasinghe, Omar Hewila, Mohamed Sadeq, Isuf Ferizaj, Maria Fatima Trimarchi, Nishan Perera, Maria Cammaroto, Thambiyaiyan Mathiyarasi, Sakura Perera, Philippe Chiella.
Questo primo incontro getta le basi per una azione politica che, come è stato sottoscritto da tutti i partecipanti, proseguirà nel solco di questi cinque anni di amministrazione Accorinti e a prescindere dai risultati del voto. “Vivo a Messina da venti anni, ma in questi cinque anni sono stato un altro srilankese – ha detto intervenendo Rupasinghe – mai era successo di avere un rapporto diretto con il Sindaco Accorinti che ci ha sempre ascoltato, facendoci sentire cittadini come gli altri. E’ per questo che non vorremmo tornare indietro e questa Consulta è una buona occasione per organizzare anche politicamente la nostra voce.
“Noi non abbiamo paura di schierarci perché riconosciamo le azioni intraprese dal sindaco e la sua vicinanza alle minoranze etniche e culturali – ribadisce Refaat – Noi siamo i primi testimoni del lavoro fatto per arricchire la città allargando i confini culturali e la conoscenza reciproca. Avere anche dei candidati che appartengono a minoranze etniche e religiose è una scelta di campo. E noi non possiamo che sostenere l’amministrazione uscente”.
“La Consulta è un’opportunità per la città – ha detto Sidoti – e il nostro impegno politico su questi temi sarà quello di farci portavoce tra le istituzioni e le comunità, utilizzando strumenti che ci consentono di essere una democrazia compiuta, attraverso una reale partecipazione dei cittadini alle scelte di governo della città. “Messina è una città storicamente interculturale – ricorda Mancuso – Ed allora non possiamo farci trascinare da ondate di chiusura e paura che non ci appartengono. Ecco perché la “Consulta delle Culture” è un altro passo nella direzione di una città contemporanea e glocal, una città dove la politica è rappresentativa di tutti”.

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