
Accolta con ironia, la notizia dell’arrivo in Sicilia del nuovo servizio Freccia Bianca da Palermo a Messina, ha suscitato dubbi sul reale apporto che darà alla mobilità siciliana.
Ad entrare nel merito della vicenda è il sindacalista (ferroviere) Michele Barresi di Uil che parla di “troppa confusione condita da malafede e talvolta ignoranza”.
“Diciamolo subito – ha dichiarato Barresi – l’enfasi con la quale e’ stato inaugurato lo sbarco dei Freccia in Sicilia e’ stata inopportuna e fuorviante e la comunicazione istituzionale che in questi mesi ha girato attorno a questo passaggio dovrebbe essere totalmente rivista.

Andiamo alle note dolenti. Il tempo di percorrenza e’ eccessiva e già così poteva essere ridotta di circa 20 minuti consentendo di recuperare magari la fermata di Taormina. Ma la traccia può essere migliorata e rivista anche in seguito.
La chiarezza, con cui nella recente diretta anche il sottto segretario Giancarlo Cancelleri si è espresso – continua Barresi – impone di dire ai siciliani che decine di anni di gap infrastrutturale non permettono all’isola di assaporare il gusto dell’Alta Velocita ferroviaria, ne oggi ne quando finiranno i raddoppi (oggi al 30%) previsti delle linee più importanti della Sicilia.
A proposito, lo ripeterò all’infinito, il progetto Messia Catania Palermo – conclude Barresi – unico finanziato, lascia fuori la direttrice tirrenica Messina – Palermo che resta per 100 km a binario unico con velocità media a 90km/H . E’ la tratta più importante dell’isola per traffico passeggeri, la politica rifletta e rimedi.
Per il resto , i convogli impiegati per il Freccia Bianca , non sono nuovi , sono già impiegati per gli attuali inter city in Sicilia , ma nessuno scandalo , e’ un ottimo materiale rotabile che viene usato per le Frecce Bianche anche al centro-nord . Non diciamo sciocchezze su questo .

Insomma , si è scagliata la freccia senza avere un arco ancora adatto? Si , e andava spiegato bene per non prestare il fianco a facili e comprensibili critiche, ma nessuno tranne Trenitalia mette soldi, e’ a mercato e diventa un servizio aggiuntivo, certo da migliorare . Pensiamo piuttosto all’infrastruttura, alla lentezza dei raddoppi ferroviari già esecutivi e a quei cento chilometri della Messina-Palermo ancora senza progetto esecutivo. La ferrovia siciliana a lavori completati ( quelli previsti e prevedibili ) NON AVRÀ MAI L’ALTA VELOCITÀ DEI 300 chilometri orari, neppure col ponte, con buona pace di tutti , ma potrà avere un trasporto su ferro dignitoso ed efficiente nelle linee principali a 160 km/h con tratte anche a 200, sempre meglio della media attuale che non arriva a 100Km/h . Questo metterebbe le ali ad un trasporto regionale che ha fatto passi avanti in questi anni nella qualità del servizio ma che ancora e’ lontano dalla quantità di km/treno di cui la Sicilia ha bisogno.
A volte per andare avanti occorre guardare indietro, e se lo facciamo abbiamo 50 anni di errori e ritardi che non recupereremo certo in un giorno”.