Aeroporto di Catania: le dichiarazioni di Salvini non corrispondono alla realtà

Nonostante le assicurazioni fornite dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, durante un question time alla Camera, la situazione dell’Aeroporto di Catania, gravemente danneggiato da un incendio il 16 luglio, resta critica. Il ministro aveva affermato che l’obiettivo era “ripristinare il 90% del traffico all’inizio della settimana prossima”, ma la realtà dei fatti sembra molto diversa.

Nel caos aeroportuale, infatti, le sale d’attesa e le sale d’imbarco dell’aeroporto di Palermo, affollate a causa della chiusura dell’aeroporto di Catania, si sono trasformate in luoghi insostenibili per il sovraffollamento e la carenza di aria condizionata. Per questa ragione, dal 1° agosto, l’accesso alle sale d’imbarco dell’aeroporto di Palermo sarà consentito solo due ore prima dell’orario di partenza del volo.

Il ritorno alla piena operatività dell’Aeroporto di Catania non sembra quindi essere così imminente come annunciato da Salvini. A partire dal 31 luglio, l’area dei controlli di sicurezza si amplia, ma il ritorno alla normalità operativa completa dell’aeroporto, previsto per l’inizio di agosto, rischia di slittare a causa delle necessarie verifiche di sicurezza e dei collaudi.

“I lavori di ammodernamento proseguiranno fino a novembre”, ha dichiarato Vito Riggio, amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dell’aeroporto internazionale Falcone Borsellino di Palermo, sottolineando quindi che il ritorno alla normalità operativa dell’aeroporto di Catania richiederà molto più tempo rispetto a quanto dichiarato dal Ministro Salvini.

L’incendio all’aeroporto di Catania, ancora oggetto di indagini, sembra essere stato causato da un banale corto circuito in un ufficio. Nonostante l’ipotesi dell’origine accidentale, le indagini continuano per verificare il corretto funzionamento di tutti gli impianti antincendio.

In un contesto così complesso, le parole del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti rischiano di generare false aspettative e disinformazione. L’obiettivo dichiarato di ripristinare il 90% del traffico aereo all’inizio della settimana prossima sembra essere, alla luce dei fatti, ben lontano dalla realtà.

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