Amministrative a Messina 2026: tutti candidati… meno uno

Le elezioni amministrative di Messina, in programma il 24-25 maggio 2026 con eventuale ballottaggio il 7-8 giugno, vedono già mosse decise dal centrodestra mentre il centrosinistra arranca tra divisioni interne. Il centrosinistra non ha ancora un candidato sindaco ufficiale, con il PD al centro di forti dissapori che rischiano di paralizzare la coalizione.

Marcello Scurria è il nome unitario della coalizione di centrodestra, sostenuto da Forza Italia e liste civiche per un progetto di “rilancio e sviluppo” della città. La decisione è stata ratificata in un vertice regionale, con una conferenza stampa imminente per lanciare la campagna. Scurria rappresenta una scelta condivisa, in contrasto con le incertezze degli avversari.

Il centrosinistra è in “paralisi totale”: nomi come i consiglieri PD Antonella Russo e Alessandro Russo (quest’ultimo con petizioni a supporto), la senatrice M5S Barbara Floridia, Dafne Musolino (Italia Viva), Maria Flavia Timbro e il sindacalista Paolo Todaro girano da settimane senza sintesi. Paolo Todaro, proposto da Alleanza Verdi e Sinistra, incontra resistenze PD e potrebbe emergere dal vertice regionale di lunedì a Palermo. L’ipotesi di primarie appare improbabile, con il tavolo che implode per mancanza di accordo.

Il PD messinese è attraversato da tensioni interne: il segretario provinciale Armando Hyerace è contestato per non imporre un candidato dem, con una parte del partito in “rivolta” contro la possibile convergenza su Todaro. Una direzione agitata è prevista per ratificare la posizione, rischiando spaccature in un partito già fragile che cerca di ricostruirsi. Base e militanti spingono per discontinuità, accusando i vertici di cedere alle logiche coalizioni senza un nome PD forte.

Messina attende un centrosinistra unito, ma i dissidi PD potrebbero favorire i rivali.

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