
di Leonardo Lauriana – Non è passata inosservata l’assenza di Italia Viva tra le sigle del comunicato congiunto del centro sinistra a sostegno della candidatura di Antonella Russo, dopo settimane di interlocuzioni tra i leader regionali del centro sinistra e i territori, cercando una sintesi che ha lasciato alcuni importanti strascichi.
Così dopo lo psicodramma in casa AVS, con le dimissioni della coportavoce messinese Alessandra Minniti, seguite a distanza di pochi minuti dall’annuncio del ritiro della candidatura di Todaro, che sono giunte inaspettate a conclusione di una riunione interlocutoria del tavolo regionale che era stato aggiornato senza alcun funesto presagio, oggi una nuova “sorpresa” tutta da interpretare.
Stavolta, “nomen omen”, è Faraone a sorprendere il tavolo del centro sinistra, dove il ritiro della candidatura della senatrice Musolino, non gradita soprattutto ai no ponte, era stato seguito da un atteggiamento dialogante e “unitario” che però sembra essere stato smentito con la stesura di un comunicato congiunto del tavolo provinciale, che arriva nelle redazioni senza il placet di Italia Viva. Una strategia, quella del deputato renziano, che potrebbe aprire nuovi scenari. E nessuno si stupirebbe se il partito centrista, come è già accaduto in alcune amministrative, virasse a destra per appoggiare un candidato “civico” come lo sono i tre candidati Basile, Scurria e Sciacca, tutti in qualche misura riconducibili alla destra: per temperamento e modus operandi, per scelta di campo, per ambiguità.
Tutto all’apparenza tace, ma nei prossimi giorni bisognerà cominciare a parlare di squadra e nomi che affiancheranno la candidata del centro sinistra. E allora anche i rebus troveranno una soluzione.







