Femminicidio di Daniela Zinnati: il buco nero dei controlli sull’ex compagno che ha evitato il braccialetto e ucciso

Una novità emersa nelle ultime ore sul femminicidio di Daniela Zinnanti a Messina riguarda le contraddizioni sul braccialetto elettronico di Santino Bonfiglio, che potrebbero innescare un’inchiesta interna sulla vigilanza dei servizi sociali.

Iniziali resoconti indicavano che Bonfiglio, 67 anni, portasse il dispositivo durante l’evasione dai domiciliari per recarsi in via Lombardia, ma aggiornamenti recenti smentiscono: era ai domiciliari senza braccialetto attivo da circa un mese, dopo reati pregressi contro la persona. Questa discrepanza, emersa tra l’11 e il 12 marzo 2026 da fonti investigative, solleva dubbi sui protocolli di monitoraggio, con la Procura che valuta responsabilità per mancata prevenzione nonostante segnalazioni di violenza nota.

La Squadra Mobile ha sequestrato il coltello con tracce ematiche, ma l’audit interno annunciato dal questore Messina potrebbe rivelare omissioni nei servizi sociali, già sotto accusa per l’aggressione di un mese prima alla vittima.

Associazioni antiviolenza spingono per riforme urgenti, legando il caso a statistiche nazionali (oltre 20 femminicidi nel 2026).

Bonfiglio resta in isolamento nel carcere di Gazzi in attesa del Gip per la convalida del fermo; le indagini escludono terzi e puntano su movente passionale. Il Municipio di Messina ha proclamato lutto cittadino per il 13 marzo, con veglia a cura della parrocchia locale.

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