
Resta aperto l’interrogativo su come una palazzina di tre piani, relativamente nuova e costruita negli anni ’80, sia potuta crollare improvvisamente in un pomeriggio di luglio nella zona sud di Messina, trasformando l’area in uno scenario di macerie e devastazione. La Procura di Messina ha aperto un’inchiesta per fare luce sulle responsabilità e sulle cause del cedimento strutturale.
Il procuratore Antonio D’Amato si è recato sul posto pochi minuti dopo il crollo, insieme alla pm di turno Anita Siliotti e al comandante provinciale dei carabinieri Lucio Arcidiacono, per i primi accertamenti. «Si tratta di un fatto molto grave per la comunità messinese», ha dichiarato D’Amato, sottolineando l’urgenza di verificare ogni elemento utile a ricostruire la dinamica dell’evento e ad accertare eventuali responsabilità individuali.
Le indagini sono affidate ai carabinieri, con il supporto del reparto operativo del Comando provinciale e della Compagnia Messina Sud, mentre un ruolo decisivo sarà svolto anche dalla relazione conclusiva dei vigili del fuoco, intervenuti massicciamente per mettere in sicurezza l’area e compiere le prime verifiche tecniche. Tra i punti centrali dell’inchiesta ci sono anche le condizioni strutturali dell’edificio e i lavori di ristrutturazione in corso per l’apertura di un supermercato al piano terra, sui quali sono in atto ulteriori verifiche amministrative.
La Procura ha aperto un fascicolo per disastro colposo contro ignoti, destinato a evolversi in base agli sviluppi dell’indagine. Intanto, resta forte l’apprensione per i dispersi e per una vicenda che ha profondamente colpito l’intera città.







