
Si sono concluse le operazioni di ricerca tra le macerie della palazzina crollata a Pistunina. Dopo circa due settimane di lavoro ininterrotto dei vigili del fuoco, l’area è stata liberata e la strada riaperta al traffico, ma resta ancora aperto il capitolo più doloroso della tragedia: l’identificazione degli ultimi due dispersi.
Nel corso delle operazioni sono stati recuperati quattro corpi. Restano senza un riscontro definitivo Santino Magazzù e Lhairu Warnakulasurya. Tra le macerie sono stati trovati resti umani, con segni di ustione e carbonizzazione, che potrebbero fornire una risposta alle famiglie dei dispersi.
I reperti sono stati affidati ai medici legali Elvira Ventura Spagnolo e Gennaro Baldino, incaricati dalla Procura di Messina. Dopo aver escluso l’appartenenza dei resti alle quattro vittime già recuperate, i consulenti procederanno con l’estrazione del Dna: il materiale genetico sarà poi trasmesso al Ris di Messina per il confronto con i familiari. Le condizioni dei reperti, compromesse dal fuoco, potrebbero tuttavia rendere più complessi gli accertamenti.
Le indagini sulle cause
Parallelamente prosegue l’inchiesta della Procura per chiarire le cause del cedimento. Tre ingegneri nominati dai magistrati stanno esaminando la dinamica del crollo, avvenuto “a pancake”, con i solai precipitati uno sull’altro, e i lavori eseguiti nell’edificio prima della tragedia.
Nel fascicolo risultano tre indagati, a vario titolo, per le ipotesi di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e violazioni delle norme sulla sicurezza. Gli investigatori stanno verificando anche eventuali segnali precedenti al crollo: alcuni lavoratori avrebbero segnalato crepe sui pilastri, mentre la titolare del bazar del primo piano avrebbe riferito di vibrazioni avvertite nei giorni precedenti. Il 24 agosto è prevista l’estrazione dei dati dai telefoni sequestrati nell’ambito dell’indagine.
Complessivamente, a far data dal 30 luglio u.s., giorno in cui è avvenuto il crollo, sono intervenute circa 80 unità VV.F (in prima fase, durata fino al giorno 6 agosto 2026) provenienti, oltre che dal Comando di Messina, anche da altri Comandi della Sicilia nonché dalla Direzione Regionale. Mentre, in seconda fase, dal 6 agosto u.s. fino alla data di oggi, circa 40 unità VV.F. tra le quali anche personale extraprovinciale.
In sito, è stato sin da subito istituito il PCA (Posto di Comando Avanzato) deputato alla gestione dell’intervento e delle risorse impiegate per fronteggiare l’evento emergenziale.
Hanno preso parte alle attività diversi team specializzati quali USAR (Urban Search And Rescue) deputati alla ricerca di persone sotto macerie, SAPR (droni), unità Cinofile, autisti e mezzi di movimento terra, SAF (Speleo-Alpino Fluviali), NBCR (unità di contrasto a rischi di natura Nucleare-Biologica-Chimica-Radiologica), personale MSL (supporto logistico) ed i necessari automezzi di supporto impiegati per lo spegnimento degli incendi, la movimentazione di carichi, l’effettuazione di lavori in quota e la messa in sicurezza del sito.
Da una prima stima, il quantitativo di macerie e detriti trasportate dal sito di Pistunina ai siti di stoccaggio temporanei, individuati con Ordinanze Sindacali numeri 134/2026 e 143/2026, può essere quantificato in circa 4.000 mc, comprendendo materiale edile di varia natura, masserizie e suppellettili vari appartenenti all’attività commerciale ed alle abitazioni soprastanti.








