
di Fabrizio Bertè – Alle elezioni regionali del 2022 Sud Chiama Nord (Lista De Luca Sindaco di Sicilia) ha eletto 6 deputati (+2) all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS): Cateno De Luca (eletto come presidente), Ismaele La Vardera (Circoscrizione di Palermo), Matteo Sciotto (Circoscrizione di Messina), Giuseppe Lombardo (Circoscrizione di Messina), Ludovica Balsamo (Circoscrizione di Catania), Alessandro De Leo (subentrato / presente nel gruppo originario). Più altri 2 deputati (collegati o subentrati nelle dinamiche d’aula del gruppo parlamentare). Di conseguenza Sud Chiama Nord ha potuto costituire il suo gruppo parlamentare. Come previsto dal regolamento.
Peccato però che strada facendo lo stesso gruppo parlamentare si sia ridotto a 3 deputati: Cateno De Luca, Matteo Sciotto, Giuseppe Lombardo. Il gruppo parlamentare di Sud Chiama Nord si è così estinto in quanto non aveva più il numero minimo di 4 deputati (numero minimo che fino all’8 agosto del 2017 era di 5 deputati).
E qui subentra il machiavellico Cateno De Luca. E il disegno politico studiato a tavolino in vista delle elezioni amministrative messinesi. Un piano perfetto per far eleggere ancora una volta il suo delfino politico Federico Basile. Con ben 15 liste a supporto presentate però senza l’obbligatoria raccolta delle firme.
Il leader di Sud Chiama Nord Cateno De Luca ha chiesto al presidente dell’ARS Gaetano Galvagno una deroga per far sopravvivere il suo gruppo parlamentare di appena 3 deputati e restituire al suo piccolo partito politico il rango di gruppo parlamentare. E così è stato. Grazie all’ottimo Gaetano Galvagno (a detta di Cateno De Luca) che di fatto ha salvato l’esistenza del gruppo parlamentare di Sud Chiama Nord. Il 29 ottobre 2024 l’ufficio di presidenza dell’ARS presieduto dallo stesso Gaetano Galvagno ha concesso la deroga autorizzando il mantenimento dell’autonomia del gruppo parlamentare pur non avendo più il numero minimo di deputati previsti per poter essere autonomo. Cateno De Luca infatti ha perso strada facendo più della metà dei deputati eletti passando dagli iniziali 8 deputati (6+2) a 3 deputati. Mentre il numero minimo affinché possa esistere un gruppo parlamentare è di 4 deputati (l’articolo 23 del regolamento interno dell’Ars è stato modificato l’8 agosto del 2017 portando da 5 a 4 il numero minimo di deputati ma Sud Chiama Nord ne aveva comunque 3). Nella valutazione complessiva dell’ufficio di presidenza dell’ARS è prevalsa la tesi della deroga dal momento che non si trattava di costituire un nuovo gruppo ma di mantenerne uno già esistente. Il che ha portato a superare (regolamento alla mano) anche una seconda insufficienza: cioè che i deputati fossero almeno di 2 circoscrizioni diverse. Nel caso di Sud Chiama Nord i 3 deputati superstiti infatti erano stati tutti eletti in provincia di Messina.
Un’operazione fortemente voluta da Cateno De Luca e propedeutica prima al blitz delle dimissioni anticipate del sindaco di Messina Federico Basile e poi alle votazioni già calendarizzate al Comune di Barcellona Pozzo di Gotto. Anche lì con più liste e senza l’obbligatoria raccolta delle firme. Un’operazione andata a buon fine con l’elezione dell’avvocato Melangela Scolaro.
Senza un gruppo parlamentare già esistente infatti un candidato sindaco di Sud Chiama Nord avrebbe dovuto raccogliere le firme anche per presentare una sola lista. Il 29 ottobre del 2024 Sud Chiama Nord ha mantenuto il rango di gruppo parlamentare grazie a Gaetano Galvagno. Un anno dopo a Messina si è cominciato a parlare di possibili dimissioni anticipate del sindaco Federico Basile (che si è poi dimesso nel febbraio del 2026). Un time-frame a dir poco perfetto.
Alle ultime elezioni amministrative messinesi gli avversari di Federico Basile sono stati 4:
Il parrucchiere Lillo Valvieri che è arrivato ultimo ma che pazientemente e rispettando le regole ha raccolto oltre 800 firme. Da solo. E poi è stato sottoposto al controllo della commissione elettorale e della segretaria del Comune di Messina Rossana Carrubba (donatrice di Sud Chiama Nord) che ha riscontrato anche circa 30 irregolarità costringendolo di fatto a trovare nuove firme. Ma lui non si è scoraggiato e a fatica è riuscito a raggiungere il numero minimo di firme per presentare la sua lista civica.
Anche il candidato Gaetano Sciacca con la sua lista civica ha raccolto le firme grazie anche al supporto dei suoi candidati. Uno di loro è stato tra i firmatari di un primo ricorso presentato contro l’elezione del sindaco Federico Basile che si è concluso con una sentenza di irricevibilità da parte del TAR di Catania. Secondo i ricorrenti il dimissionario Federico Basile si sarebbe dimesso con 3 giorni di ritardo rispetto alla calendarizzazione delle elezioni amministrative in Sicilia.
E poi la gran sorpresa: il candidato del centrodestra Marcello Scurria e la candidata del centrosinistra Antonella Russo. Entrambi avvocati. Entrambi noti in città e con alle spalle numerose esperienze politiche. Ma entrambi hanno deciso di non presentare alcun ricorso contro le 15 liste di Federico Basile presentate senza l’obbligatoria raccolta delle firme. Pur essendo pienamente legittimati. Entrambi nelle loro dichiarazioni aspirano a una forte opposizione all’attuale sindaco Federico Basile che ha la maggioranza assoluta con ben 20 consiglieri comunali su 32. Una posizione nota anche e soprattutto a loro.
Ma perché i due avvocati non hanno presentato alcun ricorso? Entrambi sono stati eletti in consiglio comunale e di conseguenza per legge avrebbero dovuto fare ricorso non solo contro il sindaco ma anche contro tutti i consiglieri comunali eletti. E dunque anche contro loro stessi.
E se qui entrasse in gioco la loro remunerazione di ben 4.000 euro mensili + benefit + previdenza (per 5 anni)? Potrebbe essere una motivazione plausibile e sufficiente? Qualora il TAR di Catania dovesse annullare le elezioni grazie all’impulso di 4 cittadini elettori infatti anche lo stipendio dei consiglieri comunali verrebbe azzerato. E nessuno nella nostra povera città vorrebbe vedere evaporare 4.000 euro mensili.








