
È morta a 92 anni Teresa Pugliatti, storica dell’arte e docente universitaria. Con la sua scomparsa Messina perde non soltanto una studiosa di rilievo nazionale, ma una personalità che per decenni ha contribuito a difendere, interpretare e valorizzare il patrimonio artistico della città e della Sicilia.
Nata a Messina e figlia del giurista, umanista ed ex rettore dell’Università Salvatore Pugliatti, Teresa aveva scelto di dedicare la propria vita alla ricerca e all’insegnamento. Dopo la laurea in Lettere, con una tesi in Storia dell’arte seguita da Alessandro Marabottini, aveva iniziato il suo percorso accademico all’Università di Messina, proseguendolo poi a Palermo, dove era diventata ordinaria di Storia dell’arte moderna e aveva diretto a lungo l’Istituto di Storia dell’arte.
Il suo lavoro scientifico comprende oltre duecento contributi tra monografie, saggi, articoli, relazioni a convegni, contributi per cataloghi e recensioni. Un’attività vasta, sviluppata lungo un arco temporale che va dalla pittura medievale e dal Quattrocento siciliano al Rinascimento, dal Manierismo al Seicento, fino al Simbolismo europeo e all’arte contemporanea.
Tra i suoi studi più importanti figurano i due volumi dedicati alla Pittura del Cinquecento in Sicilia, distinti tra Sicilia orientale e Sicilia occidentale. Opere divenute punti di riferimento per la conoscenza della produzione artistica siciliana e per la rilettura del ruolo dell’Isola nel più ampio panorama italiano ed europeo. A questi si aggiungono gli approfondimenti su Antonello da Messina, sulla tarda Maniera in Sicilia e sul Simbolismo europeo.
Il legame profondo con la città
Il rapporto di Teresa Pugliatti con Messina non si è mai limitato alle origini anagrafiche o alla prima parte della sua carriera. La città è rimasta al centro dei suoi interessi, delle sue battaglie e della sua idea di cultura.
Negli anni Ottanta aveva fondato, insieme ad amici e allievi, il Comitato per la salvaguardia dei beni culturali di Messina e della provincia, assumendone la presidenza. In quella stagione si era impegnata per la tutela dello storico quartiere Tirone, riuscendo a coinvolgere anche Federico Zeri, uno dei più autorevoli storici dell’arte italiani.
Quella esperienza racconta bene il valore civile del suo lavoro. Per Pugliatti la storia dell’arte non era una disciplina confinata alle biblioteche o alle aule universitarie, ma uno strumento per comprendere i luoghi, riconoscerne l’identità e difenderli dal degrado, dall’incuria e dalle trasformazioni prive di memoria.
La sua voce interveniva nel dibattito pubblico anche quando le sue posizioni potevano risultare scomode. Il rigore dello studio si univa così alla responsabilità della partecipazione: conoscere un’opera, un quartiere o un monumento significava anche assumersi il compito di proteggerlo.
Una protagonista dell’arte contemporanea messinese
Teresa Pugliatti ha avuto un ruolo significativo anche nella crescita dell’arte contemporanea messinese. Negli anni Ottanta seppe guardare agli artisti della città con attenzione e apertura, contribuendo a farli conoscere e a inserirli in un contesto culturale più ampio.
Il suo contributo è testimoniato dal volume Arte contemporanea a Messina (1980-1997) di Luigi Ferlazzo Natoli, suo compagno di vita, nel quale Pugliatti curò i profili di numerosi artisti. Per molti di loro rappresentò una figura di riferimento, capace di accompagnarne il percorso con competenza critica e sensibilità.
In una città spesso accusata di non riuscire a valorizzare pienamente le proprie energie creative, la sua presenza ha rappresentato un’eccezione importante. Pugliatti ha saputo riconoscere il valore della ricerca artistica contemporanea messinese quando ancora mancavano strumenti adeguati di promozione, documentazione e confronto.
La biblioteca come eredità
Il lascito più concreto e prezioso alla città è forse la donazione della sua biblioteca personale all’Università di Messina, avvenuta nel 2020. Il fondo comprende circa 25 mila volumi, oltre ad album fotografici, scritti autografi e una ricca corrispondenza con storici dell’arte e personalità italiane e straniere. La raccolta è destinata al Polo culturale dell’Università nell’ex sede della Banca d’Italia.
Non si tratta soltanto di una biblioteca privata trasferita a un’istituzione pubblica. È una parte della storia intellettuale di Teresa Pugliatti, composta dai libri sui quali ha studiato, dalle fonti che ha consultato, dai rapporti scientifici e umani costruiti nel corso della sua lunga attività.
Affidare quel patrimonio all’Università significa consentire a nuove generazioni di studiosi, studenti e cittadini di entrare in contatto con una stagione fondamentale della cultura italiana e siciliana. Significa, soprattutto, mantenere vivo il legame tra la studiosa e la sua città.
Un’eredità da custodire
Con Teresa Pugliatti scompare una figura capace di unire ricerca accademica, divulgazione, impegno civile e amore per il territorio. La sua eredità non è racchiusa soltanto nei libri pubblicati o nelle carriere degli allievi, ma anche nella consapevolezza che Messina possiede un patrimonio artistico e culturale da conoscere prima ancora che da promuovere.
La città oggi la ricorda come una delle sue personalità culturali più autorevoli. Ma il modo più autentico per onorarne la memoria sarà dare piena attuazione a ciò in cui ha creduto: aprire i luoghi della cultura, proteggere il patrimonio e trasformare la conoscenza in uno strumento di partecipazione.
I funerali saranno celebrati lunedì 31 agosto, alle ore 16, nella chiesa di San Giuseppe, in via Cesare Battisti.








