Sanità, il PSI chiede una Casa di Comunità nella zona nord di Messina

Il PSI di Messina accoglie con favore l’impegno dell’Azienda sanitaria provinciale per l’apertura delle Case di Comunità, ma solleva dubbi sulla distribuzione dei presidi sanitari nel territorio comunale. Secondo la Commissione Sanità del partito, l’attuale organizzazione non garantirebbe infatti un’adeguata copertura della zona nord della città.

In particolare, il Partito socialista italiano evidenzia l’assenza di strutture sanitarie di prossimità lungo l’area compresa tra viale Giostra e Ponte Gallo. La Casa di Comunità di Messina-Mandalari, si sottolinea nel comunicato, rappresenterebbe attualmente il presidio più settentrionale dell’intero territorio cittadino.

Una situazione che, secondo il PSI, provocherebbe notevoli disagi ai residenti della fascia costiera e collinare compresa tra viale Giostra e il Comune di Villafranca Tirrena. Migliaia di cittadini, rilevano i rappresentanti socialisti, si troverebbero così privi di un riferimento sanitario facilmente accessibile e vicino al luogo di residenza.

Il PSI richiama i principi alla base dell’istituzione delle Case e degli Ospedali di Comunità, concepiti come presidi di medicina territoriale destinati a garantire assistenza e servizi il più possibile prossimi alla popolazione.

«Non può non essere sottolineata l’inadeguata distribuzione delle strutture nel territorio comunale», affermano Enrico Nastro Siniscalchi, Antonio Solazzo e Andrea Tortora, componenti della Commissione Sanità del PSI di Messina. A loro giudizio, l’assenza di un presidio nella zona nord rischierebbe di contraddire proprio la finalità principale della riorganizzazione dell’assistenza territoriale.

Per questo il partito chiede alle istituzioni di individuare una soluzione, valutando anche l’utilizzo di strutture regionali già presenti nella zona. Tra le ipotesi indicate figura una parte del padiglione dell’ex ospedale Margherita, tuttora utilizzata dall’Asp.

Secondo il PSI, la struttura potrebbe rappresentare una possibile sede per l’attivazione di una Casa di Comunità di tipo “spoke”. Nel comunicato si ricorda infatti che, per la costituzione di un presidio di questo tipo, sarebbero sufficienti circa 400 metri quadrati.

La proposta punta dunque a valorizzare spazi già disponibili, evitando che la popolazione della zona nord debba continuare a rivolgersi a strutture distanti per accedere ai servizi sanitari territoriali. L’obiettivo, sottolineano i socialisti, dovrebbe essere quello di garantire una presenza sanitaria capillare, capace di rispondere alle esigenze quotidiane dei cittadini e di ridurre gli spostamenti verso il centro della città o altri comuni.

Il PSI assicura infine che continuerà a monitorare la situazione, insieme alle altre problematiche legate alla sanità cittadina. «Vigileremo attentamente – concludono Nastro Siniscalchi, Solazzo e Tortora – sempre con spirito costruttivo e nella prospettiva di collaborare con le istituzioni preposte per individuare le soluzioni migliori a tutela del diritto alla salute di ogni cittadino».

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