Messinese non dichiara variazioni patrimoniali per 545 mila euro: sequestrati beni e disponibilità finanziarie

Un sequestro preventivo per un valore complessivo di circa 545 mila euro è stato eseguito nei confronti di un uomo originario di Messina, attualmente detenuto dopo una condanna a sette anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Il provvedimento è stato disposto dal gip del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Procura della Repubblica, ed è stato eseguito dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di finanza. Il sequestro riguarda beni immobili, somme di denaro e altre disponibilità finanziarie che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero riconducibili a operazioni economiche non comunicate alle autorità competenti.

Gli accertamenti dei finanzieri si sono concentrati sulla situazione patrimoniale e reddituale dell’indagato. Nel periodo compreso tra il 2020 e il 2023 sarebbero emerse numerose operazioni e transazioni finanziarie che, secondo l’accusa, non sarebbero state segnalate agli organi competenti.

Il valore complessivo delle movimentazioni contestate ammonta a circa 545 mila euro. Da qui la richiesta della Procura reggina e il successivo provvedimento del giudice, eseguito nei confronti dei beni e delle disponibilità riconducibili all’uomo.

L’attività investigativa è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e condotta dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di finanza, reparto impegnato negli accertamenti sulle operazioni finanziarie e sui patrimoni riconducibili a soggetti sottoposti a misure giudiziarie.

Il destinatario del sequestro sta scontando una condanna a sette anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti. Il nuovo procedimento riguarda tuttavia un diverso profilo: non l’accertamento di ulteriori reati legati agli stupefacenti, ma la presunta violazione degli obblighi di comunicazione delle variazioni patrimoniali.

Secondo l’impostazione accusatoria, l’uomo avrebbe omesso di rendere note operazioni economiche complessivamente superiori al mezzo milione di euro, nonostante fosse tenuto a comunicare le modifiche intervenute nella propria situazione patrimoniale.

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