
L’Università degli Studi di Messina piange Yasin Mirzaei Qaleh Zanjiri, giovane studente yarsani trasferitosi in Italia tre anni fa per proseguire gli studi, ucciso da un colpo d’arma da fuoco durante le proteste a Dareh Deraz, Kermanshah, il 9 gennaio 2026.
Cordoglio dell’Ateneo
La rettrice Giovanna Spatari ha diffuso una nota esprimendo “profondo dolore” per la scomparsa del giovane, che ha colpito l’intera comunità accademica, e vicinanza alla popolazione studentesca iraniana alle prese con apprensione per familiari in Iran. L’UniMe ribadisce i valori di tutela della persona, diritti umani, libertà di espressione e rifiuto della violenza, offrendo supporto concreto agli studenti. Anche il sindaco Federico Basile ha unito il suo cordoglio, definendo la morte di Yasin “una vita spezzata”.
La mobilitazione di Messina
La città si è stretta intorno alla comunità iraniana con un sit-in già programmato per martedì 13 gennaio alle 17 in Galleria Vittorio Emanuele III, promosso da UDU Messina, Comitato “DonneVitaLibertà” e studenti iraniani per denunciare la repressione del regime. La notizia dell’uccisione di Yasin, diffusa poche ore prima dell’evento dal 12 gennaio, ha amplificato l’impatto della manifestazione, trasformandola in un momento di lutto collettivo e solidarietà più intenso. L’iniziativa ha visto Messina scegliere di “stare dalla parte di chi resiste pacificamente per libertà e giustizia”.








