
di Fra G. Maggiore – Commenti denigratori e volgari, minacce di morte, insulti, sentenze, umiliazioni… questo è ciò che ha ricevuto Padre Claudio Marino accusato di violenza sessuale che non ha mai commesso.
Ieri dopo quasi due anni di calvario è arrivata la sentenza. Padre Claudio Marino sacerdote appartenete alla Congregazione dei Padri Rogazionisti del Cuore di Gesù, fondata dal messinese Sant’Annibale Maria Di Francia è stato assolto.
Il sacerdote rogazionista era stato accusato di aver violentato una migrante tunisina nel 2022, mentre la donna era ospite dell’Istituto rogazionista “Cristo Re”.
L’1 ottobre 2025, il pubblico ministero Alice Parialò aveva chiesto una condanna di quattro anni. Il 7 gennaio 2026 in una udienza iniziata alle 14.30 e terminata alle 16.30 lo scenario dell’aula è stato riservato ai difensori del Sacerdote, gli avvocati Salvatore Silvestro e Delia Urbani. E non c’è stata la sentenza, come si prevedeva. Il verdetto era stato posticipato dai giudici, al 28 gennaio, perché la Procura ha chiesto di replicare. Anche l’avvocata di parte civile per la vittima, Maria Grazia Corio di Palmi, era intervenuta il 1° ottobre, associandosi alle richieste dell’accusa.
Bene, il 28 gennaio 2026, Padre Claudio Marino dopo tante calunnie, tanti insulti, è emersa la sua innocenza. Del resto chi lo conosce ha sempre saputo che Padre Claudio è incapace di fare il male. E chi vive a contatto con le povertà, deve mettere in conto che prima o poi potrà pagare il prezzo del bene che fa.
E’ lo stesso Padre Claudio che nel suo profilo Fb racconta queste prime ore di libertà:
“E’ difficile raccontare quello che sento in queste ore.. è come ricominciare a vivere. E’ troppa la gioia che sento, mi mancava da 15 mesi e, dopo otto mesi agli arresti domiciliari per l’accusa di un vile gesto mai compiuto né mai pensato lontanamente, finalmente posso ritornare alla mia vita.”
“Sono stato crocifisso, messo alla gogna, mi hanno augurato un tumore e i mali peggiori i soliti leoni da tastiera senza nemmeno conoscermi e soprattutto facendo del male a me e alla mia famiglia”. – scrive Padre Claudio.
Il post del Sacerdote termina con il perdono a chi gli ha causato del male e ha chi lo ha accusato ingiustamente, e un consiglio che serve a tutti:
“Io benedico tutti.. e perdono tutti anche chi mi ha accusato. Ringrazio le tantissime persone che mi sono state vicine, soprattutto i miei confratelli e le Suore Figlie del Divino Zelo e le suore Figlie di san Paolo di Napoli che mi hanno accolto per otto lunghi mesi agli arresti domiciliari. Un solo invito.. quando vi capiterà di incontrare un indagato non emettete giudizio non criticate e non offendete. Ricordatevi che dietro un indagato c è sempre una mamma, una sorella, una famiglia innocente.. Dio vi benedica tutti!”







